Varie, 25 aprile 2007
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BEGAG Azouz Lione (Francia) 5 febbraio 1957. Politico • «Gli sono stati chiesti i documenti sul treno e all’ingresso del Senato
BEGAG Azouz Lione (Francia) 5 febbraio 1957. Politico • «Gli sono stati chiesti i documenti sul treno e all’ingresso del Senato. Una volta è stato scambiato per la guardia del corpo del primo ministro. ”Sono stato la foglia di fico sull’ipocrisia di questo Paese che si ricorda degli immigrati solo quando gioca la Nazionale di calcio”, dice Azouz Begag, origini algerine e ministro, un connotato e una funzione che avrebbero dovuto segnare una nuova sensibilità dopo l’esplosione di violenza nelle banlieues. Cresciuto nella periferia di Lione, sociologo di fama, scrittore e regista, venne chiamato dal premier de Villepin a far parte del nuovo governo della destra: ministro per la promozione dell’’egalitè des chances”. In Italia, si direbbe per le pari opportunità. ”Un’esperienza grottesca”, dice Begag, che l’ha raccontata in un libro emblematico, Il montone nella vasca da bagno, con allusione alle pratiche dei musulmani usate come argomento di denigrazione. Begag rivela insulti e minacce subite da Sarkozy quando si era permesso di criticare ”il linguaggio guerriero e incandescente” utilizzato durante la crisi delle banlieues. ”Per aver detto che non è opportuno parlare di pompe ad acqua per ripulire le periferie dalla teppaglia, mi hanno fatto capire che non ero più gradito nel governo. Sarkozy mi ha dato del coglione. Sono stato oggetto di una specie di fatwa nel mondo dell’informazione dove i giornalisti si dividono in due categorie: quelli che stanno con Sarkozy e quelli che hanno paura di Sarkozy”. Il fatto che Begag sia sceso in campo con Bayrou toglie autenticità alla polemica, ma fa capire quale sia lo stato d’animo all’interno dell’Udf rispetto alla scelta fra Sarkozy e la Royal. ”Si dovrebbe parlare di eguaglianza, solidarietà e vera integrazione, invece si parla di patria, identità nazionale e ministero dell’immigrazione, che considero ministero dell’umiliazione”. Come giustifica il fatto di essere stato scelto dalla destra e di aver fatto parte di un governo di destra, assieme a Sarkozy? ”Mi sono avvicinato alla destra perché la sinistra, al di là delle belle parole, non ha mai fatto nulla per le banlieues. Mi sono avvicinato a Bayrou per la sua proposta di umanesimo solidale. Da trent’anni, la situazione è sempre la stessa. Guardiamo ad esempio, l’Assemblea Nazionale. Nessun nero, nessun maghrebino, poche donne...”. Ma proprio Sarkozy è stato il solo a parlare di voto per gli immigrati alle elezioni locali... ”Sarkozy ha rubato le mie analisi, ma la sua politica è portatrice di violenza e divisione”» (M. Na., ”Corriere della Sera” 25/4/2007).