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 2007  aprile 25 Mercoledì calendario

ROMA – Barbara Balzerani non tornerà in carcere. La Cassazione ha messo la parola fine sulla concessione alla «Compagna Luna» della libertà condizionata: contro il provvedimento che aveva fatto uscire da Rebibbia la brigatista rossa, aveva ricorso la procura generale della corte d’appello di Roma

ROMA – Barbara Balzerani non tornerà in carcere. La Cassazione ha messo la parola fine sulla concessione alla «Compagna Luna» della libertà condizionata: contro il provvedimento che aveva fatto uscire da Rebibbia la brigatista rossa, aveva ricorso la procura generale della corte d’appello di Roma. Ieri i giudici l’hanno respinto, ritenendo dunque legittime - sotto il profilo dell’inserimento sociale, del ravvedimento e del fine rieducativo della pena - le motivazioni in base alle quali il Tribunale di sorveglianza le aveva concesso di lasciare Rebibbia dopo 21 anni, il 12 dicembre scorso: l’ex terrorista, considerata con Mario Moretti uno dei capi delle vecchie Br, era stata arrestata a Ostia nel giugno ’85 assieme a Giovanni Pelosi e condannata, tra l’altro, a tre ergastoli per l’omicidio di quattro carabinieri, trucidati a Genova tra il ’79 e l’80. E se il difensore, Michele Leonardi, si è augurato che il provvedimento porti a una «pacificazione», la Cdl è insorta, sostenendo che si tratta di un «verdetto politico». E Sandro Bondi, coordinatore di Forza Italia, ha sostenuto che così «si incrina il rapporto fra cittadini e magistratura». I giudici hanno deciso al termine di una breve camera di consiglio. L’annullamento dell’ordinanza con la quale era stata concessa la liberta condizionata alla Balzerani (le rimangono poche restrizioni, tra cui quella di non allontanarsi dall’Italia) era stata sollecitata anche dal sostituto pg della Cassazione, Francesco Salzano: secondo quest’ultimo, la brigatista non aveva diritto a ottenere il beneficio perché non aveva mai mostrato segni di «resipiscenza» dal suo passato nel terrorismo. Prima di consentirle lasciare Rebibbia, la Digos aveva ascoltato anche il parere dei familiari di alcune vittime: l’unica a esprime parere favorevole alla scarcerazione era stata la figlia di Aldo Moro, Maria Fida.