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 2007  aprile 20 Venerdì calendario

Non volevo dipendere dagli altri, ho sfoderato il lato imprenditoriale. ItaliaOggi 20 aprile 2007. «Ho sempre avuto un lato imprenditoriale perché non amo dipendere dagli altri»

Non volevo dipendere dagli altri, ho sfoderato il lato imprenditoriale. ItaliaOggi 20 aprile 2007. «Ho sempre avuto un lato imprenditoriale perché non amo dipendere dagli altri». Luca Barbareschi è conosciuto al grande pubblico come attore, regista di cinema e teatro e come conduttore e ideatore di format televisivi. Ma sin dagli esordi ha mostrato indubbie qualità che lo hanno portato a realizzare qualche primato. Ad esempio è stato il primo ad aver venduto e prodotto un format tv italiano negli Stati Uniti d’America. «I primi passi nel mondo dello spettacolo li ho mossi nella musica», racconta Barbareschi, «suono tuttora chitarra e pianoforte. Dopo il liceo ho iniziato come aiuto regista di Virginio Puecher nell’opera lirica Racconti di Hoffmann di Offenbach del Teatro lirico di Chicago. Poi ho lavorato per una stagione intera agli allestimenti del Teatro Metropolitan di New York». Nel 1983 produce, scrive e interpreta con la regia di Massimo Mazzucco il film Summertime, che vince premi ai festival di Venezia, Sydney, Londra, Annecy e Nizza. «Da quel momento», prosegue, «mi sono sempre occupato anche dell’aspetto produttivo. Ho sempre pensato che nelle cose che facevo fosse mio dovere trovare le risorse finanziarie». Dal 1990 guida la casa di produzione Casanova entertainment, che ha prodotto anche i suoi film da regista, tra cui il recente Il trasformista. Un contributo fondamentale per la produzione dei film della Casanova è rappresentato dalla professionalità e dall’esperienza di Aureliano Lalli- Persiani e Susanna Bolchi (figlia del grande Sandro Bolchi), soci di Barbareschi. stato fondatore con Nichi Grauso di Video On-Line, società che nei primi anni 90 ha dato il via in Italia alla diffusione di internet. «Devo la mia crescita all’Economist», prosegue Barbareschi, «giornale che mio padre mi ha insegnato a leggere». Lui, una persona speciale, mi diceva sempre: «Se ti va di capire come va il mondo segui la finanza, le religioni e la geopolitica». Nei primi anni 80, negli Stati Uniti, scoprii Arpanet con cui scambiavo e scaricavo dati. Intuii le potenzialità della rete a una cena con Steve Ross. Ebbi la fortuna di sedere a quel tavolo grazie a un grande amico, Gianni De Michelis, una delle persone più intelligenti cui devo parte della mia formazione. Gianni già negli anni ”80 parlava delle autostrade informatiche del futuro. Accadde così che, con queste idee in testa, ne parlai a Giulio Malgara. A una cena, senza perdere tempo, mi fece conoscere Nichi Grauso che aveva le mie stesse idee. Nel giro di poche ore eravamo già a Cagliari a mettere a punto il progetto, che era assolutamente all’avanguardia». stato ideatore del Future show di Bologna. Con la Four Point entertainment, produzione con sede a Los Angeles di cui è fondatore e azionista, conduce negli anni 90 110 puntate di That’s amore, show televisivo di enorme successo, tratto dalla trasmissione C’eravamo tanto amati, con cui Barbareschi è entrato nelle case di tutti gli italiani. « stato un successo incredibile», afferma il produttore. «Eppure in questi anni nessuno mi ha mai chiesto come avevo fatto a realizzare un format negli Usa. Ho anche prodotto più di 500 ore per la Fox in America e per la Think entertainment a Londra». Da attore e produttore teatrale è riuscito a portare in Italia, Roman Polanski con il quale ha realizzato l’Amadeus di Peter Shaffer. il primo italiano ad andare in scena nel West End a Londra con il musical Chicago. La sua giornata tipo inizia alle sei del mattino. «Appena alzato pratico sempre un po’ di sport», afferma: «pesi, joga e 40 minuti di vogatore, oppure corsa e bicicletta. Dalle 8 alle 10 mi dedico alla lettura di giornali e riviste e poi al lavoro no-stop fino alle 19». Le sue uniche passioni sono i libri e la musica «ma sono funzionali con il mio lavoro, e quindi non le considero degli hobby. Ascolto di tutto dalla musica classica al rock passando per il jazz: il mio preferito è Bill Evans. Come letture prediligo romanzi e testi di filosofia delle religioni. Il mio preferito è La guida dei perplessi di Maimonide Mosè ». A tavola è molto attento: «Amo il pesce, ma ho eliminato latticini e grassi. Bevo poco, ma amo molto Cabernet Sauvignon e i vini friulani e toscani», mentre non disdegna di fumare il sigaro. Collezionista di arte contemporanea va alla ricerca di autori di nicchia e poco conosciuti al grande pubblico «come quelli del mio amico Plinio Mesciulam». Il futuro lo vede ancora dentro Casanova. «Mi sono tolto tante soddisfazioni in questi anni», conclude, «Quello che desidero è rendere la mia società sempre più una multimedia company a carattere internazionale». Antonio Ranalli