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 2007  aprile 24 Martedì calendario

Cupo Antonio

• Vancouver (Canada) 10 gennaio 1978. Attore. Noto soprattutto come il Christian Grey di Elisa di Rivombrosa (l’impavido capitano della Marina britannica destinato a prendere il posto di Alessandro Preziosi nel cuore della protagonista). Origini italiane, recita in teatro fin da quando aveva sei anni. Ventenne, ha cominciato a lavorare per film e tv. Nel 2005 una trentenne impiegata dell’Alitalia l’ha denunciato per violenza sessuale (che sarebbe stata compiuta assieme ad altri tre ragazzi), il gip di Roma ha poi archiviato perché secondo due testimoni la giovane era consenziente (’Corriere della Sera” 24/4/2007) • «[...] Mi ha denunciato perché sono un volto noto e nel mio quartiere qualcuno sosteneva che mi avrebbe chiesto del denaro. Quando il Corriere della Sera ha pubblicato la notizia ho pensato: ”Nessuno ci crederà”. Ma intanto la mia faccia è apparsa su una ventina di settimanali [...]» (L. D. G., ”Corriere della Sera” 26/10/2005) • «[...] Il ”fattaccio” risale al 6 maggio 2005, quando nel cuore della notte F. telefona a un amico che, per caso, sta trascorrendo la serata a casa di Cupo. L’impiegata vuole essere invitata, il suo interlocutore nicchia, lei insiste e alla fine riesce a ottenere l’indirizzo. Nonostante sia ubriaca – prima di arrivare a destinazione beve un’intera bottiglia di grappa – F. sale in auto e, con qualche difficoltà, raggiunge Campo de’ Fiori. Nell’appartamento dell’attore ci sono in quel momento cinque persone: insieme al padrone di casa, che fino ad allora l’impiegata aveva intravisto soltanto un paio di volte, ci sono due amici (fra i quali quello a cui ha telefonato) e due ragazze. Che però, poco dopo, vanno via. Sono le tre, la giovane donna balla da sola al centro del salotto. Non avverte nessuna sensazione di pericolo, l’alcol la rende quasi incosciente. Si muove al ritmo della musica, come se nella stanza non ci fosse nessun altro. Gli amici invece sono sul divano, la osservano, commentano la scena. In pochi minuti l’atmosfera si surriscalda. Cupo e gli altri, sostiene la vittima, le chiedono di spogliarsi: via la maglietta, via i jeans, via anche gli slip. F. è nuda e ormai è questione di attimi: all’improvviso i tre le sono addosso, la aggrediscono a turno. Uno le blocca le braccia, gli altri due ne approfittano. Il racconto della serata finisce qui. Nessuna chiamata al ”112” o al ”113”, nessuna corsa in ospedale per farsi visitare. L’impiegata torna a casa e soltanto il giorno dopo, telefonando al solito amico (e presunto stupratore), apprende quel che è successo. Ma la rabbia e l’umiliazione non sfociano in una denuncia. Non subito, almeno: F. aspetterà un mese prima di rivolgersi al commissariato Trevi-Campo Marzio, diretto da Antonio Del Greco. E allega all’esposto un referto medico del 1° giugno. [...]» (Lavinia Di Gianvito, ”Corriere della Sera” 25/9/2007).