G.Mar., la Repubblica 24/4/2007, 24 aprile 2007
DAL NOSTRO CORRISPONDENTE
PARIGI - E´ la conclusione di una parabola, il preludio a un ritiro dalla scena politica. La stella di Jean-Marie Le Pen ha cominciato a brillare nel firmamento politico francese alle europee del 1984, quando il Fronte Nazionale raccolse il 10,9 per cento. Domenica, dopo ventitré anni di successi, il leader razzista è ricaduto al 10,4 per cento. Un tonfo inaspettato per l´uomo che cinque anni fa eliminò il socialista Lionel Jospin e sconvolse il panorama politico con la sua presenza al ballottaggio. Questa volta non è riuscito a ripetersi, Nicolas Sarkozy gli ha portato via molti elettori. La sconfitta dell´Fn è uno dei più importanti risultati del primo turno presidenziale: Le Pen ha perso un milione di elettori, tornati nell´alveo democratico. Certe uscite di Sarkozy hanno urtato moltissimi francesi, ma il leader della destra è almeno riuscito a ridimensionare una forza politica che ha costruito la sua fortuna sul razzismo e la xenofobia.
Eppure, questa volta Le Pen aveva cercato di darsi l´aria di una persona moderata. La figlia Marine, che ha diretto la sua campagna, ha cercato di svecchiare la sua immagine, di trasformarlo in un politico "frequentabile". L´operazione, tuttavia, non è riuscita. Forse anche perché il patriarca è ormai troppo vecchio, ha perso la sua formidabile carica istrionica. In passato, Le Pen su un palco era uno spettacolo: sottile conoscitore della lingua francese, giocava con le parole per costruire, a braccio, un discorso capace di colpire l´immaginazione dei suoi ascoltatori. La brutalità e l´aggressività erano come nascoste dietro l´artificio di un´oratoria talmente preziosa ed efficace da apparire spontanea.
L´età lo ha reso meno brillante e un uomo di 78 anni, di fronte a tre cinquantenni, è apparso come il retaggio di un passato. L´altro ieri gli è rimasto fedele solo l´elettorato operaio: il 24% ha votato per lui, una cifra che non è stata raggiunta da nessun altro candidato. Un dato che alimenta la sua mitologia di uomo attento al destino della "piccola gente", di quelle fasce sociali vittime delle ristrutturazioni industriali e abbandonate al loro destino dai grandi partiti. Ma in Provenza, dove nel 2002 era arrivato primo, dove i suoi toni anti-immigrati sono sempre piaciuti, l´elettorato gli ha voltato le spalle. E lo stesso è accaduto in Alsazia, per anni decisivo serbatoio di voti frontisti.
(g.mar.)