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 2007  aprile 24 Martedì calendario

ROMA – Claudio Baglioni suona sulla terrazza della sua vecchia casa di periferia che, quarantun anni fa, era stata il palcoscenico del suo primo concerto

ROMA – Claudio Baglioni suona sulla terrazza della sua vecchia casa di periferia che, quarantun anni fa, era stata il palcoscenico del suo primo concerto. «Eravamo in sei, tutti chitarristi e, infrangendo la regola di mia madre di non camminare nel salotto buono, riuscimmo a raggiungere il balcone. La folla in strada non ci diede retta. Era il ’66: i Beatles hanno suonato sul tetto della Apple tre anni dopo». Ieri mattina in via dei Noci (a Centocelle), nel cuore della periferia capitolina, sono arrivate un migliaio di persone. Tutte con il naso all’insù per ascoltare e applaudire il loro idolo che stasera a Roma, nel più capiente Palalottomatica, porterà una delle ultime date del suo tour «Tutti qui – Gran finale» (si concluderà il 30 aprile a Caserta). «Non so cosa siate venuti a fare», ironizza Baglioni che accanto ha la signora Teresa, 87 anni, un’amica della mamma. Dalla folla una donna gli urla: «Siamo qui per te, sei bellissimo». E lui, rivolto all’arzilla amica: «Lo dica a mia madre. Per lei l’importante è che io sia bello così può rispondere: "Ha preso da me". Del resto non gliene frega nulla». Nell’improvvisato mini-concerto, Baglioni, accompagnato dalla band, ha eseguito i suoi brani più noti: «Strada facendo», «Mille giorni di te e di me», «Noi no», «La vita è adesso». «Questo piccolo grande amore». Non è la prima volta che il cantautore propone dei live a sorpresa: già negli anni Novanta, su un camion giallo andava in giro a suonare per le strade della periferia romana. «Se penso al mio primo concerto in terrazza, più di quarant’anni fa – ricorda ”, resto ancora adesso senza parole. Era come un lancio di bungee-jumping senza elastico. Erano i miei vagiti, la prima volta che suonavo per un pubblico. Da allora, ogni volta che salgo su un palco, penso al ragazzo che ero, al balcone di via dei Noci: chiudo gli occhi, spalanco le braccia e mi lancio, senza rete, nel cuore della musica». Nel «salotto buono» della signora Teresa (tre piani sotto la sua vecchia casa) spiega che ora sente l’esigenza di trovare un nuovo modo per «incontrare le persone. Questo giro di concerti credo sia l’ultimo, ho la sensazione che non sia più una soluzione praticabile. Nei palasport il pubblico è lontano, tu fai degli arrangiamenti finissimi che, però non si sentono. Se non ci sono teatri per la musica, ce li faremo da soli». Da questo tour dovrebbero nascere un cd live e un dvd. Soltanto dopo, Baglioni penserà al nuovo album di inediti («Che ho cominciato a comporre un anno fa»). E a chi gli chiede quale dei suoi brani regalerebbe al neonato Partito democratico, risponde con una battuta: «"Buona fortuna"». Poi, serio: «Non credo che le canzoni debbano essere vincolate a destra o a sinistra. Ma, se proprio devo scegliere, dico "Strada facendo"».