Corriere della Sera 24/4/2007, 24 aprile 2007
MILANO
Il film comincia con il ritrovamento di una distesa di libri religiosi inchiodati, si scoprirà, da un Raz Degan in versione Gesù Cristo.
Prosegue con la battuta chiave: «Tutti i libri del mondo non valgono un caffè con un amico».
Quanto basta per far arrabbiare Oliviero Diliberto contro il «messaggio diseducativo» del film di Ermanno Olmi ( foto).
Del resto il segretario dei Comunisti italiani, fresco autore di I libronauti, è un «lettore vorace» che scova librerie e libri negli angoli più nascosti del mondo. E quello di Olmi gli è sembrato un vero e proprio affronto.
Così, a un convegno sulla giornata mondiale del libro promossa dall’Unesco, è sbottato: «Ora ci si mette pure Olmi: lo avrà fatto pure con le migliori intenzioni, ma scegliere di inchiodare libri in nome di una presunta purezza del cristianesimo è profondamente diseducativo».
Continua: «Così si individua il libro come un pericolo da estirpare. Operazione non dissimile a mille altre fatte in passato che hanno portato a immani tragedie.
Bisogna stare attenti.
Soprattutto quando si maneggiano le religioni».