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 2007  aprile 20 Venerdì calendario

Dal 1964 al 2004, 69.063 sacerdoti hanno lasciato il ministero; dal 1974 al 2004, tra quei preti che avevano scelto la fuga dalla vocazione, 11

Dal 1964 al 2004, 69.063 sacerdoti hanno lasciato il ministero; dal 1974 al 2004, tra quei preti che avevano scelto la fuga dalla vocazione, 11.213 hanno ripreso il ministero; i sacerdoti che si sono sposati dovrebbero essere non più di 57.000. Lo dice Civiltà cattolica che, nel numero in uscita, fornisce del fenomeno cifre comprovate. Padre Gianpaolo Salvini, direttore della rivista: «Le cifre indicate dalla stampa e dalle associazioni di sacerdoti sposati, che parlano di 80.000-100.000 ex sacerdoti, non hanno fondamento. Oggi la proporzione delle defezioni è in leggero aumento, ma non è paragonabile a quella degli anni Settanta». Dal 2000 al 2004, ogni anno, in media hanno abbandonato il sacerdozio lo 0,26% dei sacerdoti, cioè, in cinque anni, 5.385 preti: «Parallelamente è aumentato anche il numero di coloro che chiedono di essere nuovamente ammessi al ministero sacerdotale». Dei 1.076 preti che lasciano la tonaca ogni anno, in media, 74 tornano al ministero dopo aver ottenuto le necessarie autorizzazioni. La voglia di una relazione con una donna, scrive Civiltà cattolica, resta tra le prime cause che motivano il prete spretato: «La maggior parte delle richieste di dispensa è dovuta a situazioni di instabilità affettiva, insieme ad altri fattori che finiscono per rendere la situazione di molti sacerdoti quasi irreversibile, ma non mancano casi di crisi di fede, di conflittualità con i superiori o di difficoltà con il Magistero, depressioni e gravi limiti caratteriali». In media, l’abbandono avviene dopo 13 anni di sacerdozio e riguarda preti ordinati a 28 anni. In Vaticano, a occuparsi di chi vuole lasciare il sacerdozio e di chi dopo la defezione vuole tornare, è la Congregazione del Culto Divino e della Disciplina dei Sacramenti.