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 2007  aprile 23 Lunedì calendario

Rehberger Tobias

• Esslingen (Germania) 2 giugno 1966. Artista • «[...] lo definisce ”una scultura” ma On Otto, che presenta a Milano alla Fondazione Prada di via Fogazzaro è un vero e proprio film anche se è in forma scomposta e invertita, si svolge ed è stato realizzato al contrario: ha inizio con i titoli di coda e chiude con la sceneggiatura. un´installazione divisa in quattro padiglioni, vere buie strutture architettoniche, che vivono e si accendono con diciassette proiezioni [...] Per On Otto, che è stato interamente prodotto dalla Fondazione Prada stessa, le forze in campo sono quelle del grande cinema: la musica è un assemblaggio di Ennio Morricone, come attori sono stati coinvolti Kim Basinger, Willem Dafoe, Emmy Rossum, Justin Henry, Danny De Vito, i tecnici che hanno realizzato il lavoro sono collaboratori delle major di Hollywood. un kolossal della contemporaneità a cui Tobias Rehberger, che [...] è tra i più noti artisti tedeschi, pensava da un decennio. inserito in una ricerca artistica che l’ha visto usare i mezzi più diversi, sempre giocando tra l’aspetto, la funzione e la percezione degli oggetti. Ha fatto eseguire mobili di Alvar Aalto o Gerrit Rietveld a falegnami del Camerun, automobili da corsa Porsche e McLaren a meccanici e carrozzieri tailandesi. Ora ha utilizzato un cast di star come spettatori: sono riprese nella platea di un cinema deserto, dominano l’esterno dei padiglioni provocando un totale spiazzamento nei visitatori. un processo che ha preso il via da una finta ma vera locandina. Il primo segno di quello che voleva realizzare. Spiega l’artista che il titolo ha più di un significato: ”Volevo dare all´intero progetto, visto che è così astratto e concettuale, una specie di tocco narrativo sin dall´inizio. Otto, ovviamente, è un nome, e On Otto vuol dire ”A proposito di Otto’, di questa persona. Ma Otto è anche un palindromo, può essere letto dall´inizio o dalla fine, cosa che ha a che fare con l´idea di produzione del film. Il progetto si è sviluppato da una locandina, un poster che avevo appositamente realizzato. Poi è passato per le mani di altre persone. [...] Per me On Otto è come una scultura sul film e in particolare sulla produzione del film e su tutti coloro che vi prendono parte. Il film è sempre un´opera d´arte prodotta all´interno di una struttura di gruppo. Quando c´è il copione il costumista deve leggerlo per farsi un´idea dei costumi. L´operatore legge e guarda i costumi, il teatro di posa, e pensa a come realizzare le immagini adatte. La mia idea era che tutte queste persone guardassero a qualcosa di diverso da quello a cui sono abituati e facessero appello alla loro creatività [...] Oggi quello che conta è il mercato. Ma il denaro ha sempre avuto il suo peso. Michelangelo non avrebbe potuto dipingere la Cappella Sistina senza soldi...”» (Paolo Vagheggi, ”la Repubblica” 23/4/2007).