Varie, 23 aprile 2007
MARTINA
MARTINA Maurizio Calcinate (Bergamo) 9 settembre 1978. Politico. Del Pd (segretario lombardo) • «[...] All’ultimo congresso della Quercia, lui, ultimo segretario regionale ds della Lombardia [...] ha parlato dal palco. E con le sue citazioni ”moderne”, da Yunus a Obama, ha folgorato molti big. Uno per tutti il sindaco di Roma Walter Veltroni, che lo ha portato a esempio del Pd che verrà. Nei Ds li chiamano ”i ragazzi del ”99”, a ricordare quelli mandati allo sbaraglio nella Prima guerra mondiale. Però Martina, a essere indicato come il fenomeno da baraccone, proprio non ci sta. Prima di tutto non capisce perché i suoi 29 anni facciano così scalpore: ”Mio padre a quell’età aveva già i figli”. E lui, che sta per sposarsi a giugno con Mara, conosciuta nell’estate del ”93 durante il viaggio in Sicilia per l’anniversario della strage di via D’Amelio, si conforta con quel che ha detto anche Adriano Sofri [...]: ”Bello l’intervento di Martina, ma non è un bimbo”. Maurizio sorride: ”Ha ragione. Servirebbe più normalità”. Questo ragazzo alto e dall’aria mite, che a qualcuno ricorda Fassino (’ma io sono più grasso”), ex bimbo tranquillo innamorato della campagna, laureando in Scienze Politiche, è cresciuto in una famiglia di operai che gli ha insegnato il valore del lavoro. ”Grazie a papà Remigio e a mamma Liliana ho capito quanto conta faticare duro”. Maurizio vive ancora a Mornico al Serio, ”paese di 2.500 anime dove Olmi ha girato L’albero degli zoccoli. Fu un evento: molti diventarono attori per un giorno”. L’incontro con la politica avviene dopo il viaggio in Sicilia: ”Cominciai a frequentare le Feste dell’Unità, e mi colpì la passione. Così mi iscrissi alla sezione del mio paese. Poi entrai in federazione, e quindi fui mandato due anni a Roma, al Botteghino. Mesi intensi e affascinanti, quelli”. Fu lì che vide da vicino Fassino, D’Alema, Bersani... ”Con Piero e Pierluigi, che sono i miei due punti di riferimento, è nata un’amicizia intensa. Con Massimo no, ma solo perché ci siamo frequentati meno”» (Angela Frenda, ”Corriere della Sera” 23/4/2007).