Questo sito utilizza cookies tecnici (propri e di terze parti) come anche cookie di profilazione (di terze parti) sia per proprie necessità funzionali, sia per inviarti messaggi pubblicitari in linea con tue preferenze. Per saperne di più o per negare il consenso all'uso dei cookie di profilazione clicca qui. Scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all'uso dei cookie Ok, accetto

 2007  aprile 23 Lunedì calendario

Lauvergeon Anne

• Digione (Francia) 2 agosto 1959. Manager. Presidente e direttore generale della multinazionale francese Areva, azienda leader del nucleare civile • «Gli americani la chiamano ”Atomic Anne” dopo averla conosciuta energica – capelli corti e giubbotto di cuoio – sherpa di François Mitterrand, che nel ”91 la promosse in pochi mesi da sua collaboratrice all’Eliseo a organizzatrice dei grandi summit internazionali [...] creatrice e presidente del numero uno mondiale del nucleare civile Areva [...] Si dice scherzando che l’ingegnere minerario Anne Lauvergeon abbia tre figli: Agatha, Armand e ”Areva”, la società che riuscì a creare nel 2001 – su iniziativa del premier socialista Lionel Jospin – dalla fusione di Cea Industrie con i due rivali dell’atomo francese, Cogema e Framatome. Anne ne ha fatto una multinazionale leader nel mondo con 70 mila dipendenti e un giro d’affari di 10 miliardi di euro in 40 Paesi [...] Forbes ha messo la Lauvergeon all’ottavo posto nella lista delle donne più potenti del mondo, al secondo in Europa (dietro la Merkel), al primo in Francia. [...] Grande attenzione alla comunicazione, una delle sue prime misure è stata installare webcam sul sito di trattamento dei rifiuti nucleari dell’Aja, come segno di attenzione verso gli ecologisti. Già nel 2001 la Lauvergeon ha capito che riscaldamento climatico e crisi petrolifera avrebbero rilanciato l’industria del nucleare civile, ora nelle mire anche dei colossi Bouygues, Alstom, e della compagnia petrolifera Total. [...] Atomic Anne è un’outsider che gode di molte simpatie tra i politici, anche di sinistra come Dominique Strauss-Kahn. [...]» (S. Mon., ”Corriere della Sera” 23/4/2007).