Anna Langone, La Stampa 23/4/2007, 23 aprile 2007
ANNA LANGONE
FOGGIA
Lei voleva troncare la relazione, lui si opponeva: per questo è morta Angela Vinciguerra, una donna di 49 anni, madre di tre figli. Ad accoltellarla, sull’uscio di casa, l’amante respinto, un barista di cinquant’anni, che è stato bloccato subito dopo il delitto. Tutto è avvenuto nel giro di pochi minuti, intorno a mezzogiorno di ieri, una domenica così calda che ha visto svuotarsi la città. L’uomo, che pare avesse da mesi una relazione con Angela Vinciguerra, si è appostato nei pressi dell’abitazione della donna, in via Lenotti, nella "macchia gialla", com’è chiamata la zona di recente espansione edilizia della città e appena ha visto il marito allontanarsi, ha suonato alla porta. Sapeva che in quel momento Angela era sola in casa così, quando la donna gli ha aperto, c’è stata l’ennesima lite su quel legame che lei da tempo voleva spezzare e lui salvare ad ogni costo. Poche, concitate battute, poi l’uomo avrebbe sfoderato un coltello e colpito più volte la donna all’addome e alla gola.
Per risalire al presunto assassino, carabinieri e polizia hanno eseguito perquisizioni e ascoltato diversi testimoni, fra i quali un amico del barista. L’uomo, che è incensurato, per tutta la serata di ieri è stato interrogato dal pm Alessandra Fini: avrebbe detto che non era sua intenzione uccidere, che voleva soltanto convincere l’ex compagna a tornare sui propri passi. Ma la donna voleva tornare alla sua vita di sempre, quella di madre, moglie e impiegata in un Centro di riabilitazione cittadino. Proprio questa decisione lui non accettava e quel coltello (una lama di 26 centimetri) che forse doveva soltanto spaventare l’oggetto del suo amore, è diventato strumento di morte.
Quella di ieri è stata una giornata scandita dalla violenza sulle donne. A Sant’Antimo, in provincia di Napoli, un’operaia cinese, Song Yuenjuan, 44 anni, è stata uccisa dopo una lite dal marito, arrestato dai carabinieri. L’arma del delitto, come a Foggia, è un coltello. Ad avvertire la polizia sono state le tre figlie della donna, che hanno assistito al delitto. Hanno visto il padre, un uomo di 45 anni che non accettava la separazione voluta dalla moglie, affondare la lama nel petto di Song Yuenian.
La terza vittima è Emanuela Di Cesare, un trans di 37 anni. E’ stata uccisa in casa, a Pescara, da un uomo con cui aveva avuto un rapporto sessuale: forse un cliente, o la persona che amava, si è trasfromato all’improvviso nel suo assassino. I tre omicidi, dunque, hanno un denominatore comune: il movente passionale da individuare nell’ambito familiare. Secondo un recente rapporto Eures-Ansa, sette donne assassinate su dieci sono state colpite dal partner o da un parente.
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