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 2007  aprile 23 Lunedì calendario

MILANO – I

cori di gioia che sgolano piazza del Duomo (per il quindicesimo scudetto dell’Inter - ndr) con la forza liberatoria di un risarcimento atteso per troppi anni, lui, chiuso nel suo studio, li traduce subito in latino. «Ama, amentem Inter ama» , amala, pazza Inter amala. «Mi sembra più bella così che in italiano», dice. Poi, senza neanche aprire il vocabolario, aggiunge d’istinto due strofe saffiche dal ritmo elegante. Cioè, secondo i canoni della metrica classica, tre endecasillabi e un verso quinario. E comincia a declamarli.
«Aureum saeculum properat...» , si avvicina una nuova età dell’oro, «Inter, antistes pediludi honesti, enitet cuius celebrat triumphum...» , l’Inter, massima espressione del calcio pulito, splende gloriosa...
Saranno questi, solenni come un arco di trionfo, i versi iniziali del nuovo poema epico dedicato ai nerazzurri da Flavio Augusto Musandro, da ieri in gestazione e che s’intitolerà «Carmen de imperio restituto» .
Musandro è un nome noto solo in una ristretta cerchia dell’intellighenzia interista. Dietro il quale si nasconde Flavio Fontana, un ingegnere nucleare di origini venete, poco più che quarantenne. Un tipo molto serio che, oltre a dirigere il laboratorio di ricerca avanzata della Pirelli, coltiva due passioni: la squadra di Moratti e lo studio delle lingue antiche, quella della romanità assieme a greco, ebraico e armeno.
Ma se nelle sgangheratezze e follie della fede calcistica non è diverso da milioni di tifosi («adoro odiare il Milan», dice, dimostrando che allo stadio la neutralità è impossibile), nel culto del latino è un caso unico, se non altro per il virtuosismo filologico. Infatti non concede nulla al divertissement maccheronico, e lo dimostra la medaglia d’oro che ha vinto nel 2006 al più arduo dei concorsi in materia, il «Certamen Vaticanum» . Dove ha primeggiato, guardacaso, con un «Panegyricus de primu consulatu Hadriani» ,la cui azione si svolge «dopo il crollo della tirannia juventina».
Fondatore della poesia epico calcistica latina moderna, Musandro-Fontana cavalca l’Intermania a modo suo. Adattando alla lingua di Cicerone le iperboli, gli anatemi e le incitazioni del football. E costruendoci sopra poemi tradotti a fronte e con relativo apparato critico. Per lui la squadra di Mancini è «turma optima in orbe» , la migliore del mondo. Un team di «maschia potenza», eppure ispirato alla
«pietas» , dunque compassionevole. Di più: è l’unico gruppo in grado di perpetuare «gli ideali di diritto e giustizia universali tipici dell’impero romano». La squadra avversaria? «Struma» , canaglia. L’arbitro che nega il rigore? «Furcifer» , pendaglio da forca. O anche
«paedico» , finocchio, se il fallo è plateale.
E «Maximus nobilissimus» , il presidente assiso sul trono degli avi? Guai a dirgli che la corona dello scudetto è un’ovvia, e forse non abbastanza remunerata, conseguenza dei miliardi spesi. Ti replica affidando allo stesso patron la risposta:
«Non dederunt nummi, dedit haud haec sceptra potentum ambitus» , questo scettro non me lo diedero i quattrini, non me lo concessero i giochi di potere... Lui, aggiunge, si è sempre preoccupato invece di spargere doni «ex nigricaeruleo copia cornu» , dal corno nerazzurro, avendo al fianco la regina Milly, «che detta le leggi ai popoli felici».
Cordoba? Un «generosus» . Materazzi? Un «gladiator» . Figo lo vede sempre mentre irrompe ( «inruit» ) davanti al portiere, evitando i rischi di fuori gioco ( «extra iocum» ). Su Adriano, infine, confessa d’aver sospirato tante volte. Al punto che, dopo l’ennesima notte di bagordi raccontata dai giornali, gli ha mandato in sogno il suo omonimo imperatore, il quale lo ha svegliato urlandogli:
«Otia cur pateris differre ignava triumphos?» , perché permetti che il tuo ozio neghittoso ritardi il trionfo? «Spero di non doverglielo ripetere nel prossimo campionato», dice, alzando il volume della tv sul pazzo
«tumultus» di piazza Duomo.

«Ama, amentem Inter ama»: amala, pazza Inter amala «Inter, antistes pediludi honesti»: l’Inter, espressione di calcio onesto