Giuseppe Guastella, Corriere della Sera 23/4/2007, 23 aprile 2007
Massimiliano Truffi, 25 anni. Milanese, un lavoro da tornitore, abitava in una villetta linda e curata con la sorella commessa di 23 anni, il fratellino di 6, la madre Rosanna, 46 anni, ex impiegata Postalmarket «tutta casa e figli» e il padre Roberto di 53 anni, bancario, «discreto e tranquillo», «gran lavoratore», l’hobby del giardinaggio nei fine settimana
Massimiliano Truffi, 25 anni. Milanese, un lavoro da tornitore, abitava in una villetta linda e curata con la sorella commessa di 23 anni, il fratellino di 6, la madre Rosanna, 46 anni, ex impiegata Postalmarket «tutta casa e figli» e il padre Roberto di 53 anni, bancario, «discreto e tranquillo», «gran lavoratore», l’hobby del giardinaggio nei fine settimana. Da qualche tempo Massimiliano s’era dato all’alcol, all’hashisc e alla cocaina, da allora s’era fatto cupo e aggressivo, il padre non lo riconosceva più e ci litigava di continuo, i vicini li sentivano urlare «ma in quale famiglia non succede?». Domenica scorsa mamma Rosanna preparò un pranzetto squisito, c’era da festeggiare la figlia femmina che s’era trovata un lavoro in Sardegna, dopo pranzo Massimiliano prese però a discutere col padre in giardino, allora lui entrò in casa, ne uscì con uno dei suoi quattro fucili in braccio e gli sparò un colpo solo, dritto nel collo. Subito dopo bisbigliò «mi sono liberato» e ai carabinieri disse poi: «Non ce la facevo più, ero disperato. Dovevo fargliela pagare. Ho chiesto aiuto a tutti, agli assistenti sociali, ho denunciato mio figlio, tutti mi hanno detto che sarebbero intervenuti, ma nessuno ha fatto nulla per allontanarlo». Domenica 22 aprile, poco prima delle 16, in una villetta in via Mazzini 35 a Triginto, frazione di Mediglia, 18 chilometri a sud-est di Milano.