Questo sito utilizza cookies tecnici (propri e di terze parti) come anche cookie di profilazione (di terze parti) sia per proprie necessità funzionali, sia per inviarti messaggi pubblicitari in linea con tue preferenze. Per saperne di più o per negare il consenso all'uso dei cookie di profilazione clicca qui. Scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all'uso dei cookie Ok, accetto

 2007  aprile 22 Domenica calendario

FU TIESHAN Michele (Cina) dicembre 1931, 21 aprile 2007 • «Era l’antieroe per eccellenza, una personalità tormentata e tragica, che a ogni alito respirava le contraddizioni velenose del fato senza eguali del cattolicesimo in Cina e di quel rapporto complesso, tessuto di incomprensioni, fraintesi e assoluta incomunicabilità tra Pechino e il Vaticano[

FU TIESHAN Michele (Cina) dicembre 1931, 21 aprile 2007 • «Era l’antieroe per eccellenza, una personalità tormentata e tragica, che a ogni alito respirava le contraddizioni velenose del fato senza eguali del cattolicesimo in Cina e di quel rapporto complesso, tessuto di incomprensioni, fraintesi e assoluta incomunicabilità tra Pechino e il Vaticano[...] vescovo di Pechino, vice presidente del Parlamento cinese, capo supremo di quei ”cattolici patriottici” che, secondo i suoi nemici, per anni hanno scambiato la fedeltà a Pechino contro la fedeltà alla Chiesa. Secondo gli amici invece Fu ”montagna di ferro” per oltre 30 anni ha cercato di tenersi in equilibrio tra il suo essere cattolico ed essere cinese. [...] sognava di andare a Roma a prosternarsi davanti al Papa, chiedere perdono e riunirsi con il capo spirituale della cattolicità. [...] Lo avevano ordinato, con il placet di Pechino, il 21 dicembre 1979, attraverso Monsignor Yang Gaojian, vescovo di Changde (provincia dello Hunan), un altro presule che si era allontanato dal Papa. Il Papa, però, era per Fu un tormento. Diceva di pregare sempre per lui, di pensarlo sempre. Ma lui, capo di quella Chiesa cattolica legata al governo, sarebbe potuto venire a Roma solo quando le condizioni politiche in Cina fossero state giudicate mature, pena rompere ulteriormente la Chiesa cattolica cinese, già divisa tra ”ufficiali” e ”sotterranei”. Questi ultimi non riconoscono l’autorità di Pechino in alcune questioni della vita della Chiesa. In realtà la distanza tra Fu e i ”sotterranei” vista da Pechino era minima. Fu veniva dalla provincia dello Hebei, vicino alla città di Baoding, roccaforte storica dei cattolici cinesi. La sua famiglia, cattolica da sette generazioni, si era convertita ai tempi delle polemiche più feroci tra i gesuiti, ministri alla corte imperiale, e i francescani e i domenicani, missionari nelle campagne contro gli ordini del sovrano. La sua biografia personale, poi, era vicinissima a quella del ”campione della resistenza a Pechino”, il cardinale Zen di Hong Kong. Vicini anche di età, Fu nato a dicembre del 1931, Zen a gennaio del 1932. Ma Zen, quando scoppiarono i moti della Tien An Men nel 1989 ordinò ai seminaristi di non partecipare alle dimostrazioni, e, dopo la repressione, partì da Hong Kong per cicli di lezioni e letture in Cina. Fu apparve pubblicamente dopo l’89 in sostegno dell’allora leader Deng Xiaoping. [...]» (Francesco Sisci, ”La Stampa” 22/4/2007).