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 2007  aprile 20 Venerdì calendario

Cristina Jucker MILANO L’attività complessiva della Giorgio Armani ormai produce un giro d’affari di oltre 2 miliardi di euro

Cristina Jucker MILANO L’attività complessiva della Giorgio Armani ormai produce un giro d’affari di oltre 2 miliardi di euro. A tanto ammonta il fatturato indotto, cioè i ricavi di tutti i prodotti del gruppo, compresi quelli in licenza, calcolati a valore wholesale (il valore cui vengono venduti ai dettaglianti). Invece il fatturato consolidato della casa di moda milanese (una definizione forse un po’ restrittiva visto che ormai Armani spazia dall’abbigliamento, alla cosmesi, ai mobili, agli alberghi) l’anno scorso è salito a 1.474 milioni, con un aumento del 9% rispetto al 2005. Passati gli anni di crisi per tutti (il 2003 era stato quello più critico) il gruppo ha definitivamente ripreso slancio e anche per le collezioni autunno inverno 2007-2008 il portafoglio ordini è già salito del 9 per cento. «I nostri risultati finanziari del 2006 - ha detto ieri Giorgio Armani, presidente e amministratore unico della Giorgio Armani Spa - dimostrano che gli investimenti strategici che abbiamo realizzato negli ultimi anni, attuando il nostro modello unico di business, hanno contribuito a una crescita del gruppo in tutti i mercati del mondo, in tutte le categorie di prodotto e in tutte le collezioni». In netto aumento è risultata anche la redditività: il margine operativo lordo (ebitda) è salito del 15% e ha raggiunto 300 milioni, il 20% del fatturato consolidato. Quanto al risultato operativo (ebit) l’incremento è del 19% per un valore di 246 milioni, pari al 17% del fatturato consolidato. In calo, invece, la posizione finanziaria netta: dal valore record di 443 milioni del bilancio 2005 è scesa a 264 milioni. Il motivo? «A causa degli investimenti strategici, dei dividendi e di altri interventi straordinari», spiegano in azienda. Sul fronte della distribuzione quest’anno ci sarà un ulteriore passo avanti: «Siamo ancora impegnati in un ambizioso programma di espansione della rete distributiva diretta mondiale - ha detto Armani - con un piano di aperture di oltre 50 negozi, incluso il nuovo store Armani-Ginza Tower a Tokyo». Complessivamente, l’anno scorso, le nuove aperture sono state 42. Oggi i negozi sono 299, di cui 137 di proprietà e 162 in franchising. A questi si aggiungono 115 negozi A/X Armani Exchange gestiti attraverso la joint venture Presidio Holdings Ltd. Armani ha poi sottolineato la crescita del comparto accessori, l’espansione del marchio A/X Armani Echange, entrato in mercati come il Brasile, l’Indonesia e gli Emirati arabi uniti. E tra breve, ha aggiunto lo stilista-imprenditore, «saremo pronti a mostrare al pubblico in anteprima i dettagli di quello che saranno gli Armani Hotel and Resorts, in un sales center situato all’interno del Burji Dubai in cui sarà possibile vedere il primo Residence Armani nel mondo». Nell’arco dei prossimi nove anni sono previsti almeno sette alberghi e tre resort. I primi due hotel, a Milano e Dubai, dovrebbero essere pronti nel 2008.