Alberto Grassani, Il Sole 24 Ore 20/4/2007, 20 aprile 2007
Alberto Grassani MILANO Giuseppe Rotelli nel 2009 potrebbe essere il terzo azionista di Rcs Mediagroup, con oltre il 7,78% del capitale sociale
Alberto Grassani MILANO Giuseppe Rotelli nel 2009 potrebbe essere il terzo azionista di Rcs Mediagroup, con oltre il 7,78% del capitale sociale. La Pandette Finanziaria, società che fa capo all’imprenditore attivo nel settore ospedaliero, ha reso noto ieri di avere siglato un ulteriore contratto di opzione che porta la società al 7,78% dei diritti di voto del gruppo editoriale di via Solferino. Nel dettaglio, il contratto di opzione prevede sia che Banca Popolare Italiana acquisisca il diritto di vendere 18,3 milioni di azioni ordinarie Rcs, per uno strike price di 4,51 euro, sia che Pandette Finanziaria abbia il diritto di acquistare il medesimo pacchetto azionario per uno strike price unitario di 4,45 euro. Entrambe le opzioni saranno esercitabili per l’intero pacchetto azionario nel periodo compreso fra il 24 ed il 27 febbraio 2009. In altre parole, Rotelli ha comprato un diritto ad acquistare l’importante pacchetto azionario, di poco inferiore a quello del gruppo Fiat (10,2%), a ridosso della scadenza del patto di sindacato che vincola il 63,5% delle azioni Rcs. Una tempistica che, salvo l’esercizio dell’opzione di vendita da parte di Bpi, permetterà a Rotelli di acquistare la quota solo a fronte della certezza di un ingresso patto parasociale, di un’accoglienza favorevole da parte di grandi soci che controllano il Corriere della Sera. In ogni caso, i diritti di voto sull’intera quota di Rcs opzionata da Pandette Finanziaria sono immediatamente nella disponibilità di Rotelli. Bpi si è infatti impegnata a provvedere, entro 15 giorni, ad intestare fiduciariamente tutte le azioni oggetto del contratto di opzione a Ubs Fiduciaria e, sino alla data di trasferimento delle azioni, ad esercitare il diritto di voto relativo a tali azioni, secondo le istruzioni di Pandette Finanziaria. Insomma, Rotelli avrà già modo di dare un "appoggio esterno" alle decisioni del patto di sindacato nelle assemblee di Rcs, con dei voti che, benché non determinanti, avranno certamente riflessi sulle relazioni con i grandi azionisti e con il management che dovrà essere rinnovato. Quanto all’ingresso nell’accordo parasociale, l’imprenditore ha già dichiarato che «se ne parlerà a tempo debito», confermando che l’esercizio delle opzioni nel 2009 è stato fissato «in vista della scadenza dell’accordo di sindacato». Intanto, si segnala che ieri Rcs Mediagroup e la casa editrice Bamboo hanno siglato un importante accordo di collaborazione per lo sviluppo, in Cina, di un polo editoriale legato all’architettura e all’interior design. L’accordo - ha sottolineato una nota - prevede la nascita, entro l’autunno 2007, di una joint venture che avrà sede a Pechino, il lancio di tre testate, tra le quali Abitare e Costruire, nonché ulteriori relativi sviluppi sul web ed in ambito fieristico in Cina. Nell’ambito della collaborazione é inoltre prevista la nascita di un centro di eccellenza per supportare le aziende del design e dell’arredamento "Made in Italy" che intenderanno sbarcare in Cina con i propri prodotti. Infine, secondo quanto anticipato dall’agenzia Radiocor, si prepara la nomina di Massimo Vitta Zelman per presidenza di Rcs Libri. L’editore di Skira prenderà il posto dell’attuale presidente, Nicolò Nefri, nell’ambito della designazione di amministratori e cariche delle varie controllate del gruppo. da ricordare che Rcs e Skira collaborano dal 2002 quando il gruppo di via Rizzoli ha rilevato il 24% della holding Skira di Ginevra. Alla fine del 2006 il legame tra le due società si è quindi rafforzato con l’aumento della quota di Rcs in Skira al 48%. Massimo Vitta Zelman, nato a Genova nel 1946, è stato consigliere delegato del gruppo Elemond e delle case editrici Electa ed Einaudi.