Varie, 21 aprile 2007
SATRAGNI
SATRAGNI Ada Torino 24 gennaio 1956. Pscihiatra. Uno dei protagonisti del cosiddetto delitto di Cogne (31 gennaio 2002) • «[...] Fu lei, medico psichiatra, la prima a non dubitare dell’innocenza della Franzoni. Lo fece nei fatti. Fu lei a soccorrere per prima il bimbo, chiamata dalla Franzoni stessa. Fu lei a dichiarare a verbale che Samuele al suo arrivo ”gemeva” e quindi doveva essere vivo. Lei praticò un’iniezione di cortisone, per evitare che si allargasse l’enorme ematoma cerebrale, e indicò la causa di quel disastro in un aneurisma. Fu additata per questo errore di valutazione, per non avere compreso che si trattasse di un delitto, ma restò ferma, e duramente, nel confermare prima con quei fatti, poi anche a parole ”l’innocenza” di quella che oggi è l’imputata. Mai smentì di avere trovato Samuele ancora vivo. [...] La sua villetta è ancora quella di allora. Tre case prima c’è quella della tragedia: meno di duecento metri. La Satragni va e viene a fare il medico di base, come lo è stata per Anna Maria Franzoni, e mantiene anche lo studio da psichiatra di allora. Sale e scende dai ripidi tornanti, s’infila nel suo vialetto e grida con l’espressione del volto che quella è stata e resta la sua normalità, che non se la farà strappare da questi anni di riflettori puntati. Della villetta dove morì Samuele Lorenzi, il bimbo della Franzoni, restano intatti i sigilli e la Satragni si chiama fuori da quello scenario di orrore, lei che per prima portò soccorso. Accanto ci sono i vicini sospettati dagli stessi Lorenzi: sono Carlo Guichardaz, ma soprattutto la moglie Daniela Ferrod [...]» (Claudia Tomatis, ”Il Messaggero” 18/4/2007).