Questo sito utilizza cookies tecnici (propri e di terze parti) come anche cookie di profilazione (di terze parti) sia per proprie necessità funzionali, sia per inviarti messaggi pubblicitari in linea con tue preferenze. Per saperne di più o per negare il consenso all'uso dei cookie di profilazione clicca qui. Scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all'uso dei cookie Ok, accetto

 2007  aprile 21 Sabato calendario

Cassel JeanPierre

• Parigi (Francia) 27 ottobre 1932, 19 aprile 2007. Attore. Padre di Vincent • «[...] è stato per anni, e in oltre 110 film, un attore brillante entrato con stile nel cuore dei francesi [...] figlio di un medico e di una cantante, Cassel fu scoperto da Gene Kelly che nel ”56 girava in Francia Destinazione Parigi e poi valorizzato negli estri da commedia, anche d’azione, da Philippe De Broca che lo usa in una serie di film divertenti e sagaci come Don Giovanni ”62, I giochi dell’amore, L’amante di 5 giorni che sfociano nel protagonista delle Strane licenze del caporale Dupont, l’ultimo Renoir. un Belmondo meno sfacciato, più borghese, che non fa a botte: elegante, alto e tipicamente francese compare spesso nei film multinazionali tipo export (Quei temerari sulle macchine volanti) è nelle compilation storiche, Parigi brucia? di Clement, entra nei Tre moschettieri; lavora poi con Lumet nel giallo della Christie sull’Orient Express, con l’intellettualistico Jessua, con Chabrol, con Losey ( La trota), tutti autori di razza e infine con la Ackermann. Ma soprattutto è nel gruppo dei borghesi che non riescono a sedersi a tavola nel Fascino discreto della borghesia di Buñuel: fa il signor Sènéchal. Col figlio Vincent è nel cast del thriller horror I fiumi di porpora di Kassovitz. Ma la sua è stata anche una folta, bella carriera teatrale, iniziata come ballerino di balera. Andò in tournée con l’Amleto di Michael Cacoyannis, recitando in sale da ballo e palestre e apparve anche sui palcoscenici di Londra nel musical A chorus line» (Maurizio Porro, ”Corriere della Sera” 21/4/2007).