Pablo Trincia, La Stampa 21/4/2007, 21 aprile 2007
PABLO TRINCIA
NEW DELHI
Da queste parti parlano già di «matrimonio del secolo». E non potrebbe essere altrimenti, quando a salire sull’altare sono due star di Bollywood, l’industria cinematografica più grande del pianeta: Abhishek Bachchan e Ashwaryia Rai. I due attori indiani si sono detti sì ieri sera in una Mumbai letteralmente impazzita, con centinaia di persone inturbantate che hanno invaso le strade e ballato al suono di trombe e tamburi, nel più classico dei riti matrimoniali indù. Il Paese era in delirio: le strade attorno alle ville dei Bachchan, sede dei festeggiamenti sono state bloccate e la polizia ha dovuto usare i manganelli per sedare la calca di circa un migliaio di fan che tentavano di oltrepassare le palizzate. Intorno a loro, telecamere e taccuini da ogni angolo dell’India hanno tenuto con il fiato sospeso un’intera nazione.
Qualcuno buttava lì l’argomento e tutti cominciavano a commentare gli sposi. Bastava fare zapping per essere bombardati dalle breaking news dei notiziari, mentre reporter euforici sgomitavano tra la folla per comunicare le ultimissime sull’«Abhishek ki Shaadi», ovvero il matrimonio di Abhishek. Un ragazzone dall’aspetto timido e riservato, ma che da qualche anno spopola sulle pellicole di Bollywood. E non solo per le sue qualità di attore. Il novello sposo è figlio d’arte nientemeno che di Amithab Bachchan, da quasi 40 anni l’attore più famoso di tutta l’India: uno di quelli che ti ritrovi sulle bibite e sui poster pubblicitari persino nei villaggi piú remoti e isolati, e che frequenta i politici e i grandi industriali del Paese.
Ashwaryia è invece un volto nuovo del cinema indiano, il prototipo dell’attrice moderna: Miss Mondo nel 1994, richiestissima, giovane ed emancipata, parla l’hindi delle classi alte e della nuova generazione (mischiato all’inglese), veste alla moda, guadagna milioni di rupie a film e finisce sulle pagine di moda e gossip un giorno sì e l’altro pure.
Welcome to Bollywood: un mondo parallelo e virtuale, in cui le case sono grandi e lussuose, e al loro interno si intrecciano le storie di giovani belli e ricchi tra canti, balli, fraintendimenti, abbandoni e pudici innamoramenti (dimenticatevi di vedere un bacio). Il tutto, ovviamente, condito dal classico lieto fine che fa uscire dal cinema con lo sguardo trasognante, prima di tornare alla dura realtà quotidiana. Insomma, una proiezione dell’India che tutti vorrebbero. E che tutti guardano, vista l’impressionante quantità di film sfornati dai produttori di Mumbai e della grande capitale del cinema indiano meridionale, Chennai. Insieme fatturano intorno ai 3,6 miliardi di dollari, dando filo da torcere alle case di produzione californiane. Hollywood è sempre Hollywood, ma qui non appassiona granchè. La sola India ha un mercato potenziale di oltre un miliardo di persone e i suoi film creano ingorghi davanti ai cinema di mezza Asia e di numerose città dell’Africa Orientale. Per non parlare dei dvd, sempre più diffusi nei negozi e nei mercati di Bangalore, Islamabad, Dhaka e Kabul.
E da buon matrimonio tra star bollywoodiane, anche questo non poteva non avere un finale a dir poco cinematografico. Proprio mentre i due attori si promettevano amore eterno, le telecamere di una televisione locale puntavano i riflettori su un’altra attrice, Jhanvi Kapoor. La giovane sostiene di aver avuto di recente una relazione segreta con Abhishek Bachchan e, sedotta e abbandonata, ha tentato di tagliarsi le vene la sera prima del matrimonio del suo ex. Per poi annunciare ieri in diretta, con i capelli per aria, i polsi fasciati e la voce rotta da tranquillanti e psicofarmaci, che in realtà questo matrimonio non s’ha da fare: sull’altare ci sarebbe dovuta andare lei. Almeno, così le avrebbe promesso lo stesso Bachchan, ai tempi del loro presunto flirt. Sempre che non si tratti della solita messa in scena. Ma Bollywood, dopotutto, è anche questo.