Paolo Conti, Corriere della Sera 21/4/2007, 21 aprile 2007
«Gli italiani sono intrinsecamente cittadini del mondo e il concetto stesso di "italianità", soprattutto ora, non regge più
«Gli italiani sono intrinsecamente cittadini del mondo e il concetto stesso di "italianità", soprattutto ora, non regge più. Esiste invece e si è affermato nel mondo un "Italian way of life" chiaramente percepito». Ma di questo modo di vivere italiano, sia il calcio che il cinema fanno parte. E allora? «Direi che i due fatti di cronaca di cui parliamo dimostrano un fatto molto preciso. Cioè che la vera debolezza del nostro sistema risiede nella burocrazia degli apparati. Mi spiego. Ogni volta che si muove l’universo delle rappresentanze ufficiali, nasce un problema. Si è mosso l’apparato per ottenere gli europei del 2012 ed è stato battuto. Probabilmente lo stesso è avvenuto per Cannes». Invece, sostiene De Rita, l’autentica competitività della nostra macchina nazionale è nel Piccolo, nel Singolo che sanno muoversi in piena libertà non solo imprenditoriale ma anche intellettuale: «Lo dimostra la fortuna nel mondo dei nostri grandi direttori d’orchestra come Abbado, Muti, Chailly. Invece basta un salto a Bruxelles per scoprire l’ironia con cui si guarda alle nostre rappresentanze, incapaci persino di studiare i dossier» (Giuseppe De Rita a Paolo Conti dopo la bocciatura italiani per gli Europei del 2012 e la totale assenza di film italiani al Festival di Cannes 2007)