Varie, 20 aprile 2007
CHO
CHO SEUNG-HUI Seul (Corea del Sud) 18 gennaio 1984, Blacksburg (Stati Uniti) 16 aprile 2007. L’autore della strage di Virginia Tech (32 vittime) • «Quello di Cho Seung Hui [...] è un video che l’America non avrebbe mai voluto vedere. Come in un macabro videogame, lo mostra in guanti, giacca, berretto neri; pistole, coltelli, martelli in pugno, puntati ora contro se stesso, ora contro il mondo. accompagnato da parole farneticanti, un malefico manifesto o testamento, in cui il giovane assassino dice di volere ”morire come Gesù Cristo”, si paragona a Mosè ”il difensore dei deboli e dei non protetti”, e definisce ”martiri” i suoi modelli, i due ragazzi che esattamente [...] compirono la strage al Liceo Colombine in Colorado. Immagini a cui si sommano scritti sconvolgenti tutti spediti alla tv Nbc dallo ufficio postale di Blacksburg [...] nell’intervallo tra le due prime uccisioni, alle 7 del mattino, e la carneficina, 32 tra studenti e professori, di due ore dopo. Paranoia, schizofrenia, megalomania hanno spinto Cho al massacro, secondo gli psichiatri. ”Avete avuto cento milioni di modi e di occasioni di evitare questo, ma avete deciso di versare il mio sangue” afferma il giovane, che ha tatuato sul braccio l’Ismail Ax, l’ascia di Ismail, il suo nome di battaglia nei videogame. ”Mi avete messo in un angolo e lasciato una unica opzione. Il sangue sulle vostre mani non verrà mai lavato”. E ancora, in un furente attacco ai ”ciarlatani”, ai ”ricchi figli di papà”, ai nemici immaginari: ”Ho fatto il possibile per fermarvi, ma la depravazione è continuata. Potevo andarmene. Ma sono rimasto. Non fuggirò più”. E infine: ”Gesù ha gioito a crocifiggermi, ha gioito a introdurre un cancro nella mia testa, a terrorizzare il mio cuore, a lacerare il mio animo”. Il video è stato un altro trauma per l’America. Da una parte, ha confermato [...] che da tempo l’omicida-suicida era in preda a gravi turbe psichiche, e che il Virginia Tech ne era al corrente: la polizia del campus lo aveva interrogato nel novembre e dicembre del 2005, e un esame psichiatrico lo aveva trovato ”malato mentalmente, ma non un pericolo per l’università”, motivo per cui le autorità non erano intervenute. [...]» (Ennio Caretto, ”Corriere della Sera” 20/4/2007).