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 2007  aprile 16 Lunedì calendario

La Zecca Usa cerca il modo di far soldi con i soldi. Affari & Finanza, lunedì 16 aprile Giunti a Washington per le riunioni primaverili del Fondo Monetario, i ministri del tesoro e i banchieri centrali erano troppo presi dalle discussioni sul futuro del dollaro (e sui peccati clientelari di Paul Wolfowitz) per rendersi conto della reincarnazione del mitico biglietto verde in una moneta fiammante

La Zecca Usa cerca il modo di far soldi con i soldi. Affari & Finanza, lunedì 16 aprile Giunti a Washington per le riunioni primaverili del Fondo Monetario, i ministri del tesoro e i banchieri centrali erano troppo presi dalle discussioni sul futuro del dollaro (e sui peccati clientelari di Paul Wolfowitz) per rendersi conto della reincarnazione del mitico biglietto verde in una moneta fiammante. Con la statua della Libertà da una parte e il viso di George Washington sul rovescio, la nuova moneta da un dollaro è entrata in circolazione a febbraio sulla base di una legge del 2005. In giro, per la verità, si vede raramente: ma se ne parla molto. A differenza degli europei (che non hanno scelta), gli americani hanno sempre preferito usare il biglietto da un dollaro invece delle monete. E vari tentativi in tempi recenti di passare dalla carta al metallo sono falliti miseramente. Ma questa volta il neodollaro sembra avere un obiettivo diverso da quello "normale: non è tanto un mezzo di pagamento, quanto un feticcio per i collezionisti e un grande affare per la Zecca americana. Diretta da Edmund Moy, un personaggio che sembra uscito da un film western, con la catena d’argento che pende dal taschino del gilé, la US Mint, cioè la Zecca, ha avuto l’anno scorso utili per 775 milioni di dollari, diligentemente riversati nelle casse del Tesoro. Il segreto? La fame di biglietti verdi in tutto il mondo (degli 800 miliardi di dollari in contanti, i due terzi circolano all’estero) e la tendenza della gente a collezionare le monete o semplicemente a lasciarle in cassetti e vaschette. Sparso nelle case degli americani ci sarebbe un "tesoro" di 10 miliardi di dollari in monetine. Tra queste, la recente serie di cinquanta "quarters" (25 cents) ognuna con lo stemma di uno Stato americano. Sono andati a ruba, facendo imparare la geografia ai somari. Ora la Zecca punta al bis: il dollaro con l’effige di Washington è il primo della serie di tutti i presidenti a stelle e strisce. Ogni moneta ha un costo di produzione di 20 centesimi e permette a Moy un ricavo di 80. I crescenti incassi della Mint coincidono, paradossalmente, con una rapida flessione dell’uso dei contanti e con un atteggiamento di chiusura nei confronti dei nonvedenti. Ormai si paga quasi tutto digitando un numero sul computer o sventolando la carta di credito. Risultato: se 4 anni fa il 21% delle transazioni negli States veniva effettuato con monete e banconote, nel 2008 la percentuale scenderà al 15,7%. I contanti sono usati solo in quattro casi: da chi è povero e non ha un conto bancario; per gelati, panini e piccoli acquisti; per attività illecite o segrete (evasioni fiscali, droga, scappatelle); e in caso di emergenze, come dopo l’uragano Katrina che mandò in tilt i network elettronici di New Orleans. A usare i contanti sono anche i nonvedenti. E protestano, perché gli Stati Uniti sono l’unico paese al mondo ad avere banconote di importi diversi con una unica taglia, e quindi non riconoscibili al tatto. Si sono rivolti a un giudice federale, hanno vinto la causa, i biglietti verdi dovranno avere dimensioni differenziate. Ma il governo Bush ha fatto ricorso: non vuole rinunciare agli utili della Zecca. Arturo Zampaglione