Questo sito utilizza cookies tecnici (propri e di terze parti) come anche cookie di profilazione (di terze parti) sia per proprie necessità funzionali, sia per inviarti messaggi pubblicitari in linea con tue preferenze. Per saperne di più o per negare il consenso all'uso dei cookie di profilazione clicca qui. Scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all'uso dei cookie Ok, accetto

 2007  aprile 18 Mercoledì calendario

Dalle dichiarazioni dei redditi dei politici italiani risulta che il senatore a vita più ricco è Sergio Pininfarina con 1

Dalle dichiarazioni dei redditi dei politici italiani risulta che il senatore a vita più ricco è Sergio Pininfarina con 1.007.004 euro l’anno, seguito da Carlo Azeglio Ciampi con 752.389 euro. Terzo Giulio Andreotti con 505.792 euro, quarta Rita Levi Montalcini con 238.231 euro, seguita da Oscar Luigi Scalfaro (232.655) ed Emilio Colombo (172.962). Il più povero risulta Francesco Cossiga con 155.000 euro. Fra le donne la più ricca è il ministro Lanzillotta con 312.638 euro di reddito, seguono Daniela Santanchè, con 269.559 euro, e Gabriella Carlucci con 254.116. Il caso dell’imprenditore Renato G. Turano, eletto all’estero: in Italia ha dichiarato un imponibile di appena 4.175 euro, ma l’allegata dichiarazione americana fa emergere un patrimonio (tra quote societarie e proprietà immobiliari) di circa 28 milioni e mezzo di dollari. Marcello Dell’Utri, che nel 2004 si era classificato al secondo posto con 1 milione 440 mila euro, nel 2005 ha dichiaratoto un reddito di 401 mila (un milione di euro in meno). I ministri Il ministro più ricco del governo Prodi è Giuliano Amato, che nella dichiarazione dei redditi per il 2005 ha denunciato oltre 420 mila euro. Il più povero invece è Paolo Ferrero (Prc), che ha dichiarato appena 20.245 euro. . La media nello staff del governo Prodi è intorno ai 150 mila euro Ma a far compagnia a Ferrero, per reddito più basso, è Cesare Damiano (Ds) che ha denunciato al fisco poco più di 64 mila euro. La Stampa 18/4/2007, pagina 6 A dispetto del nome, quelli di Forza Italia scelgono spesso le auto tedesche: Silvio Berlusconi ha una "600", Cesare Previti una "280", Enrico La Loggia una "E 250". Chi non ha la Mercedes, come Mauro Paniz, è perché ha la Porsche. Claudio Scajola (foto) vanta invece una collezione di auto d’epoca fra cui una Lancia Aurelia del 1958. Nel centro-sinistra prevale invece la Fiat. Prodi possiede una Multipla e una Croma, Giovanna Melandri dichiara la proprietà di una Panda 4x4, Massimo D’Alema è ecumenico: una Lancia Y e un’Audi A3. Più radicali, Fini e Fassino, che non hanno alcuna automobile intestata a proprio nome. Il suo nome è legato ad una famosa fabbrica di confetti abruzzesi. Ma con 6.818 euro dichiarati nel 2006, l’azzurra Paola Pelino (foto) risulta la deputata più povera. Dichiara persino un credito d’imposta per duemila euro. A Montecitorio ci sono poi ben sette deputati che per il 2005 dichiarano di non aver percepito nemmeno una lira, altri dieci fino a diecimila euro. Ecco la lista dei nullatententi: Francesco Caruso e Ali Rashid di Rifondazione Comunista, Alberto Filippi della Lega, il Verde Massimo Fundarò, Maria Ida Germontani di An, Francesco Laratta dell’Ulivo e Donatella Poretti della Rosa nel Pugno. A Palazzo Madama ha dichiarato zero Olimpia Vano, casalinga eletta nelle fila di Rifondazione. La Stampa 18/4/2007, pagina 7 Mariti e mogli uniti nei destini fiscali. Massimo D’Alema denuncia due appartamenti a Roma in comproprietà con la moglie Linda Giuva (foto), due auto e la ormai famosa barca a vela "Stars 60" tipologia "sloop". Francesco Rutelli divide con Barbara Palombelli il 50% della Gaudiano Immobiliare. Piero Fassino divide con la moglie Anna Serafini due appartamenti (a Roma e Torino) nonché un fabbricato a Scanzano (Grosseto) e due terreni a Reano e Buttigliera, nel torinese. Giuliano Amato possiede con la moglie una casa a Orbetello, mentre alla signora sono intestati un appartamento a Roma e una Fiat Panda. La Stampa 18/4/2007, pagina 7 Fra deputati, senatori, leader di partito e ministri c’è chi gestisce le proprie piccole e grandi ricchezze utilizzando società dai nomi più fantasiosi. Antonio Di Pietro (foto) possiede ad esempio il 100% della "AnToCri" e il 50% della bulgara "Suco-Varna". Il leader di An Gianfranco Fini, oltre al reddito imponibile, denuncia il 90% della società a responsabilità limitata "DaVir", intestata alla moglie Daniela di Sotto. L’ex dipietrista Sergio De Gregorio ha dato il nome del suo movimento a due società, una edile, la "Italiani nel mondo Servizi Immobiliari Srl" - ne possiede il 50% - e a una di comunicazioni: "Italiani nel mondo Radio Tv". La Stampa 18/4/2007, pagina 7