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 2007  aprile 17 Martedì calendario

VELASCO

VELASCO (Velasco Vitali) Bellano (Lecco) 25 agosto 1960. Pittore • «[...] è un narratore romantico: estrae luce dal buio, estrae figure dal mistero [...] nato a Bellano, riva sinistra del Lago di Como, figlio di un paesaggista d’acquerello, sguardo allenato ai temporali e a quella luce di cieli smaglianti che il bosco e la montagna precipitano nei blu dei fondali d’acqua . Da quei blu d’alta solitudine, Velasco è sceso agli affollati grigi di Milano. Ha incontrato Giovanni Testori che si incantò davanti ai suoi ritratti di alberi e umani, di pietre e montagne. Partecipa alla breve stagione delle Officine milanesi, con Frangi, Petrus, Pignatelli. Studia le rifrazioni luminose delle strade. Le geometrie dei palazzi. I volti della folla. Riempie quaderni di disegni. Riempie lo studio di tele gigantesche. Segue un suo percorso solitario. Moltiplica i ritratti che esegue compiendo un esercizio di muscoli e velocità. Sa raccontare, dei volti, quello che non si vede. Scova i caratteri, scova i colori che ritocca fino all’ossessione. in cerca di altri colori che a fine Anni 90 scende a Sud. Prima a Capri, poi in Sicilia. Cerca i contrasti che ha studiato in Caravaggio e Delacroix. Cerca la luce. Dirà: ”Penso sempre alla luce. Alle spiagge deserte. Alle rifrazioni di case isolate dentro l’orizzonte. Allo spaesamento che ti mette in viaggio lo sguardo e la memoria”. Dipinge città viste dall’alto e da lontano che poi diventano sempre qualcos’altro, transitando dal paesaggio all’astrazione. Dal disordine degli uomini, a quello dei colori, a quello della vita. Il metallo arriva più tardi. Quando riapre lo studio davanti al lago. E questa volta lo studio diventa una officina. Col metallo arrivano le saldature, gli acidi, il catrame, tutto addensandosi nei cani, nelle torri che a volte li sostengono, scelti come testimoni di un tempo che fluisce e di uno spazio che ci rimette in cammino. [...]» (’la Repubblica” 19/6/2010).