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 2007  aprile 17 Martedì calendario

BONIFACI

BONIFACI Domenico Villa San Sebastiano (L’Aquila) 1938 (~) Imprenditore • «[...] il costruttore romano editore del quotidiano Il Tempo, ma più famoso per la creazione dei fondi neri da 140 miliardi di lire usati per pagare i politici nella vicenda Enimont, è divenuto l’imprenditore più attivo sulla piazza romana [...] era considerato un uomo finito: sotto processo a Perugia con l’accusa di avere corrotto un magistrato romano, Orazio Savia, mediante il suo commercialista Sergio Melpignano. Indagato a Roma per le mazzette da 16 miliardi pagate agli enti previdenziali per vendergli i famosi palazzi d’oro. Per non parlare dei debiti: 520 miliardi di vecchie lire solo con la Banca di Roma con i conti correnti e gli immobili sequestrati e una reputazione in frantumi. Passa un lustro e Bonifaci è diventato il partner prediletto per le grandi operazioni immobiliari del Comune di Roma. Chissà quando è scoccata la scintilla con il centro-sinistra. Forse nel 1997, quando Bonifaci ha finanziato i Ds con un prestito di tre miliardi. Certamente oggi gode di rapporti ottimi con la giunta Veltroni. D’altro canto il costruttore ha pagato il suo conto con la giustizia. E anche salato: 54 miliardi di vecchie lire al Tribunale di Milano per il patteggiamento da 11 mesi al processo Enimont. E altri 54 miliardi alla Montedison per chiudere anche il versante civilistico. Un patteggiamento anche a Perugia, che è costato a lui e ai coimputati Savia e Melpignano, circa 3 miliardi di vecchie lire. E poi la prescrizione del Tribunale di Roma per la vicenda dei palazzi d’oro. Ed eccolo qui, il Bonifaci bonificato da tutte le scorie, pronto a fare affari con la giunta Veltroni. Senza buttare a mare i vecchi amici. L’ex magistrato Orazio Savia ora è suo consulente legale [...] Carla Maria Melpignano, nipote di Sergio, è sindaco delle società del gruppo. Mentre Carlo Sama, coimputato in Enimont, è stato vicepresidente de Il Tempo [...] Bonifaci però ha cambiato le sponde politiche. L’ex editore di destra, amico di Publio Fiori e di An [...] e anche nell’editoria è uscito dalle secche: l’uomo che implorava Caltagirone di ricomprarsi "Il Tempo" [...] resta buona la sua celebre replica all’allora pm Antonio Di Pietro: ”I soldi vanno e vengono. Ma sono roba mia”» (Marco Lillo, L’espresso 7/10/2004).