Lettera a La Stampa 17/4/2007, 17 aprile 2007
Quel che Ratzinger non dice Chi è più relativo di un Papa che parte solo da se stesso? Papa Giovanni e Papa Luciani restano nei nostri cuori come due dei Papi migliori, ma l’iconoclasta Ratzinger non fa che distruggerli
Quel che Ratzinger non dice Chi è più relativo di un Papa che parte solo da se stesso? Papa Giovanni e Papa Luciani restano nei nostri cuori come due dei Papi migliori, ma l’iconoclasta Ratzinger non fa che distruggerli. Dopo aver eliminato quel che restava del Concilio Vaticano II è ora la volta della liquidazione di papa Luciani. La sua frase: «Dio è padre e madre» era bellissima ma urtava il feroce machismo di Ratzinger, ginofobo anche nel linguaggio. Così ha liquidato la valenza femminile di Dio dicendo che, poiché il Cristo del Vangelo nomina sempre «Dio padre», è bene che ogni archetipo femminile stia fuori dall’assolutezza divina che egli vuole prepotentemente maschia! Omette di dire che maschile e femminile sono solo archetipi di qualità che ogni divinità antica, nella sua imperscrutabile completezza, comprendeva, qualità onnipresenti nell’animo dell’uomo come della donna: la protezione come la decisione, la compassione come il coraggio, la cura come la difesa, in una armonica integrazione. Dio non sta in gonadi o ovaie, ma in valori praticati. Omette di dire che fu la Chiesa a espungere come apocrifi la maggior parte dei Vangeli per costruire un Cristo che non contraddicesse il maschilismo romano. Omette di dire che l’immagine di Dio dei primi cristiani era ben diversa da quella che si sedimentò poi per motivi politici, ma che per tre secoli nell’immagine di Dio confluirono valori maschili quanto femminili da cui discendeva la parità sacerdotale e sociale di uomini e di donne. VIVIANA VIVARELLI