Antonella Rampino, La Stampa 17/4/2007, 17 aprile 2007
«Il punto sarebbe la difesa dell’italianità della rete? «Il punto è che invece di affrontare questi nodi in maniera trasparente, chiara, e definitiva, il governo Prodi dice e non dice, prima lancia il piano Rovati, poi fa sapere che sulla rete non agirà per decreto, come del resto richiesto dalla Commissione Europea, poi lascia intendere che qualcosa comunque farà
«Il punto sarebbe la difesa dell’italianità della rete? «Il punto è che invece di affrontare questi nodi in maniera trasparente, chiara, e definitiva, il governo Prodi dice e non dice, prima lancia il piano Rovati, poi fa sapere che sulla rete non agirà per decreto, come del resto richiesto dalla Commissione Europea, poi lascia intendere che qualcosa comunque farà...Un’altalena. Sono dei pasticcioni, quando invece si dovrebbe parlare in maniera chiara, una volta sola, una volta per tutte. E quel che è chiaro è che sullo sfondo c’è la moral suasion, chiamiamola così, dei banchieri onnipotenti, dei banchieri che fan finta di far l’interesse degli italiani, e mettono in piedi quella che invece in tutta evidenza è un’operazione di potere». Si riferisce a Banca Intesa, a Giovanni Bazoli la cui vicinanza a Prodi non è certo un mistero? Lo dice perché Corrado Passera ha annunciato disponibilità a un impegno a termine in Telecom? «Certo. Saranno loro a salvarci, e dico salvarci tra virgolette, naturalmente. Bazoli è il vero uomo di potere che c’è oggi in Italia. E questo crea quantomeno un problema di ruoli. A me preoccupano i banchieri che fanno l’interesse del Paese. I banchieri dovrebbero piuttosto fare l’interesse dei loro azionisti. Per non dire dei correntisti». Però della cordata potrebbe far parte anche Colaninno... «Se è per questo, è possibile che nasca una cordatona Intesa-Colaninno, più i messicani di America Movil, magari ai quali poi dare semplicemente quel che a loro interessa, e cioè Telecom Brasil. E vedrà che alla fine, se dovesse essere quel che in queste ore a me sembra delinearsi, nella cordata spunterà anche un altro nome. Quello di Berlusconi»» (Bruno Tabacci ad Antonella Rampino della Stampa)