Questo sito utilizza cookies tecnici (propri e di terze parti) come anche cookie di profilazione (di terze parti) sia per proprie necessità funzionali, sia per inviarti messaggi pubblicitari in linea con tue preferenze. Per saperne di più o per negare il consenso all'uso dei cookie di profilazione clicca qui. Scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all'uso dei cookie Ok, accetto

 2007  aprile 17 Martedì calendario

MILANO

L’indiscrezione è filtrata, non si sa come, nel pomeriggio di ieri, rimbalzando prontamente sulle agenzie e sui siti web: Raffaella Rocca, la compagna di Sergio Cofferati, aspetta un bambino. La notizia è di quelle delicate, la gravidanza è appena agli inizi – il fiocco, rosa o azzurro che sia, dovrebbe arrivare nel mese di novembre.
Da Palazzo d’Accursio nessun commento e nessuna smentita: il sindaco non parla, il privato è e rimane privato. Niente di nuovo sotto il sole per una coppia che, quando decise di «apparire» in pubblico, nel marzo 2005 (mostrarsi si erano già mostrati, tutta la città li aveva incrociati a passeggiare sotto i portici), scelse un anonimo palco del Comunale, alla prima di Pierino e il lupo.
Arrabbiandosi, ma senza clamori, quando un quotidiano pubblicò gli scatti della serata.
Cinquantanove anni lui, trentasei lei, lui cremonese di Sesto ed Uniti ma di casa a Milano, a Roma e sotto le Due Torri, lei genovese; la loro storia è una di quelle che hanno fatto parlare l’Italia, suscitando commenti in stile bar sport e più dotte riflessioni sugli «amori difficili» dei leader, soprattutto se di sinistra (con Fabrizio Rondolino che rispolverava un lungo elenco di vicende sentimentali, da Togliatti a Occhetto, sullo sfondo della «reticenza dal sapore moralistico» del vecchio Pci).
Perché ci sono quei vent’anni di differenza, certo. Ma anche perché l’algido «cinese», dimessi da poco i panni di segretario generale della Cgil per entrare in quelli del «primo inquilino» di Palazzo d’Accursio, per Raffaella ha chiuso un rapporto durato una vita: quello con la moglie Daniela Grazioli, insegnante di educazione fisica, stesso paese e stesso liceo, sui cui banchi era nato il loro fidanzamento. Pochi anni dopo, nel 1970, il matrimonio. E un figlio, Simone, che oggi ha 35 anni e abita a Milano, la città dove il padre, diploma di perito industriale in tasca, è stato dipendente della Pirelli. Daniela, invece, dopo la separazione è tornata a vivere a Roma.
Le strade di Sergio e Raffaella, impiegata al Teatro Stabile di Genova, un ex marito funzionario di banca, si sono incrociate nella primavera del 2004, durante la lunga corsa per la poltrona di sindaco. Ad avvicinarli, l’amore per il palcoscenico, anche se lei si occupa di prosa mentre lui è appassionato di lirica: il primo incontro avviene tra tra i palchi del Carlo Felice, nel capoluogo ligure. Lì Raffaella vive ancora oggi per buona parte della settimana, facendo la spola tra il lavoro e l’appartamento in centro; a Bologna, dove trascorre i weekend, la coppia si è trasferita da poco in una nuova casa nella zona di Santo Stefano, vicinissima a quella di Romano e Flavia Prodi.
Raffaella è ormai una presenza costante al fianco del primo cittadino; lo si è visto anche in momenti difficili, come nel novembre 2005, quando un bimbo rom morì cadendo dal terzo piano di una casa di accoglienza del Comune. Cofferati si precipitò sul posto, e lei con lui. C’è ancora, naturalmente, il teatro, e poi lo stadio, e le passeggiate in Piazza Maggiore e sul lungomare di Nervi; per bolognesi e genovesi incontrarli è un’abitudine, il sabato di Pasqua la coppia è stata «avvistata» mentre faceva la spesa tra gli scaffali della Coop di Levante. La gravidanza, se è stata notata, non suscita commenti: «Lavora tranquilla, facendo le solite ore – si lasciano sfuggire dallo Stabile ”. Per ora non si vede niente...». Privacy totale, come sempre. Non fosse per quelle undici righe di agenzia.
Gabriela Jacomella