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 2007  aprile 16 Lunedì calendario

«Lobby del cemento» e strutture della Tav Mi riferisco all’articolo di mercoledì 11 di Pierangelo Sapegno da Novara

«Lobby del cemento» e strutture della Tav Mi riferisco all’articolo di mercoledì 11 di Pierangelo Sapegno da Novara. La descrizione delle strutture che incrociano autostrada e Tav è brillante e dà un’idea della loro enormità, apparente illogicità ed elevatissimo costo.. Tutti quelli che percorrono la To-Mi hanno questa sensazione. A questo punto il lettore si aspetta che l’autore si chieda il perché di tali inusuali strutture. Niente affatto. Ancora una volta interviene la pessima abitudine italiana di non spiegare ma di sottintendere. L’autore infatti lancia l’idea che probabilmente tali enormità si spiegano con un patto tra Ferrovie e lobby del cemento, ovviamente per guadagnare illecitamente sul conto di Pantalone, cioè dei cittadini. Posso assicurare i lettori che «lobby del cemento» proprio non ce ne sono. Il cemento viene usato solo nella misura indicata dal progetto; e qui il progetto è stato sviluppato anni fa da Fiat Engineering, certamente sulla base dei regolamenti Interfer, l’Ufficio tecnico centrale delle Ferrovie. Io mi sono però chiesto più volte il perché di simili impressionanti strutture. Ci sono alcune ragioni di fondo: 1. la Tav corre parallela all’autostrada e fa sì che tutte le uscite autostradali a destra (in direzione To-Mi) risultino «strette» tra strada e ferrovia; per collegarsi alla viabilità ordinaria debbono quindi salire con una lunga rampa per «scavalcare» la ferrovia. Analogamente accade per le uscite sulla destra in direzione Mi-To che devono sovrapassare contemporaneamente sia autostrada che ferrovia per le direzioni Sud, richiedendo un ponte necessariamente molto lungo; 2. il sovrappasso di queste rampe richiede in molti casi un’intersezione fortemente obliqua. Ora, per regolamento costruttivo delle Ferrovie, il tunnel ferroviario sottostante deve essere lungo almeno come tutta l’intersezione. Ne nascono, in molti punti, quelle enormi pilastrate (tunnel aperti) che appaiono così illogiche; 3. pare che le premesse di calcolo di ogni ponte sopra la Tav devano prevedere di reggere un urto, contro uno dei suoi pilastri, di un treno lanciato a 300 all’ora. un’«assumption» di calcolo pesantissima che io, come ingegnere, cercherei di ridurre prima di iniziare a progettare. Ma probabilmente non è stata accettata alcuna riduzione. ING. ALESSANDRO BUZZI Prendo atto delle spiegazioni ampie e dettagliate. La ringrazio. Mi scusi, però, ma la frase sul cemento non era sottintesa: era il commento di un assessore con tanto di nome e cognome. / Stampa Articolo