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 2007  marzo 26 Lunedì calendario

Anno IV - Centosessantunesima settimanaDal 19 al 26 marzo 2007Iran 1 La mattina di venerdì 22 marzo, Guardie della Rivoluzione iraniane hanno arrestato quindici marinai inglesi che stavano pattugliando il canale dello Shatt el Arab

Anno IV - Centosessantunesima settimana
Dal 19 al 26 marzo 2007

Iran 1 La mattina di venerdì 22 marzo, Guardie della Rivoluzione iraniane hanno arrestato quindici marinai inglesi che stavano pattugliando il canale dello Shatt el Arab. Sostenendo che avevano sconfinato, li hanno condotti a Teheran e di qui in una prigione imprecisata del paese. Minacciano di processarli e l’accusa di sconfinamento (negata da un pescatore iracheno che ha assistito alla scena) può in teoria tramutarsi in quella di spionaggio e portare fino alla pena capitale. Nello Shatt el Arab il contrabbando, specialmente di armi, è incessante. Americani e inglesi fanno di continuo su e giù, con le loro navi, non solo per fermare il traffico illegale, ma anche per sorvegliare che non vi siano attacchi suicidi alle due piattaforme petrolifere da cui transita il 90 per cento del petrolio iracheno. Nel caso in questione, gli inglesi della fregata Cornwall stavano interrogando il capitano di un mercantile giapponese che portava automobili da smerciare sul mercato iracheno. Tra i quindici c’è una donna di vent’anni, sposata da poco.

Iran 2 In Medio Oriente, creare casi internazionali mediante il sequestro di cittadini stranieri è una prassi consolidata. Gli iraniani sono famosi per il sequestro dei 62 funzionari americani, tenuti rinchiusi per 444 giorni, messo in atto dai khomeinisti all’alba di quel regime (era il 1979, il presidente Carter ci rimise alla fine la Casa Bianca in favore di Reagan). Il caso più recente è quello dei tre soldati israeliani rapiti dagli hezbollah l’anno scorso e che provocò l’invasione israeliana del Libano meridionale (mai tornati a casa). Stavolta la situazione è doppiamente delicata per via delle sanzioni Onu (vedi più avanti) e del prossimo abbandono di Tony Blair. Il premier laburista dovrebbe lasciare in maggio e non è certamente disponibile a fare la fine di Carter, uscito di scena tra i fischi proprio per il disastro degli ostaggi. La prima reazione inglese è stata infatti dura nelle dichiarazioni e negli atti. L’ambasciatore iraniano a Londra è stato già convocato due volte. Il dubbio che tutti quanti (iraniani, inglesi e americani) vogliano sul serio aprire un nuovo fronte di guerra è legittimo. In questo caso, sarebbe solamente in corso una gara in cui ciascuno tenta di costringere l’altro a sparare il primo colpo.

Iran 3 L’arresto dei marinai è avvenuto in concomitanza con le sanzioni votate all’unanimità dal Consiglio di sicurezza dell’Onu (risoluzione 1747). Fanno parte del Consiglio di sicurezza quindici paesi, cinque dei quali permanenti (Stati Uniti, Russia, Cina, Francia, Gran Bretagna), gli altri a rotazione. In questo momento sono compresi nel gruppo sia i tedeschi che gli italiani. Le sanzioni impongono all’Iran di cessare le operazioni di arricchimento dell’uranio entro sessanta giorni. In caso contrario saranno bloccati i conti delle persone e delle società coinvolte in quella lavorazione. Tra queste la banca di Stato Sepah e parecchi conti che appartengono ai Guardiani della Rivoluzione. Secondo gli esperti non si tratta di sanzioni troppo severe. Ma Teheran ha già fatto sapere che «sarà meglio per gli occidentali ripensarci e sedersi al tavolo delle trattative senza porre condizioni».

Afghanistan È in questo clima che il Senato ha affrontato martedì scorso la discussione sul rifinanziamento della missione in Afghanistan. Scriviamo di lunedì e non possiamo conoscerne l’esito. Ma le posizioni dei partiti sono state fortemente influenzate dal peggiorare del clima politico medio-orientale (è tra l’altro in corso l’offensiva Nato contro i talebani nella zona di Helmand) e dalle rivelazioni sulla trattativa che ha permesso la liberazione del giornalista di Repubblica Daniele Mastrogiacomo, tenuto in ostaggio dai talebani per 15 giorni. Durante la trattativa, infatti, gli americani hanno fatto finta di non vedere e di non sapere, soprattutto per non mettere a rischio la partecipazione degli italiani (con duemila soldati) alla guerra. Ma a ostaggio liberato hanno fatto sapere, prima informalmente e poi ai massimi livelli, che il comportamento tenuto dall’Italia nella vicenda non va bene, perché con i tagliagole non si tratta e perché il cedimento ai terroristi afgani, mostrando che un rapimento può essere conveniente, mette in pericolo altre persone. Il Dipartimento di Stato ha detto a chiare lettere: «è l’ultima volta», ribadendo quindi il messaggio consegnato all’Italia alla fine del rapimento Sgrena in Iraq (l’ultimo, infatti, in quel paese). Quella volta, per farsi capire, gli americani avevano ucciso per sbaglio Calipari. Questa volta, sono spariti sia l’autista di Mastrogiacomo che il mediatore di Gino Strada, il fondatore di Emergency che fonda ospedali in quelle zone tormentate e che ha condotto l’ultima parte del negoziato con i talebani. Strada, benefattore dell’umanità ma uomo di rara imprudenza, s’è vantato a gran voce, subito dopo la liberazione di Mastrogiacomo, d’esser lui solo l’eroe che aveva riportato a casa l’italiano. Frasi piene di disprezzo nei confronti di tutti: governo, ministri, servizi segreti. E pagate poi a caro prezzo con l’arresto del suo collaboratore più prezioso.

Spinelli Il Tar ha annullato il decreto di Livia Turco e Clemente Mastella con cui si raddoppiava (da mezzo grammo a un grammo) la quantità di cannabis che si può tenere per uso personale, cioè senza incorrere in sanzioni penali. Il decreto, hanno scritto in sostanza i giudici, si basa su considerazioni esclusivamente politiche e non tiene conto dei danni alla salute provocati dagli spinelli. La Turco ha fatto sapere che, per la stessa ragione, il governo si accinge ad annullare anche la normativa varata dal governo Berlusconi, atto che ci restituirebbe alla legislazione ancora precedente, nella quale si demandava al giudice l’onere di decidere - di volta in volta - se la detenzione aveva carattere penale (cioè rivelava uno spacciatore) o no.

Vallettopoli Le ultime su Vallettopoli sono: che Woodcock ha messo sotto inchiesta anche la Guardia di Finanza perché certe foto di Anna Falchi nuda scattate dal marito in privato sono finite sul tavolo di "Oggi" e gli unici che possono averle consegnate a quella redazione sono - secondo Woodcock - i finanzieri che sequestrarono i computer e i dischetti di Ricucci all’epoca delle indagini sui furbetti; che il fotografo Roberto Buscemi, il quale si trovava già sul posto quando Lapo entrò in coma tra le braccia di un transessuale, era al servizio di Corona e fu ricoperto di improperi per non aver avuto il coraggio di far foto. Quest’ultimo episodio, secondo Woodcock, potrebbe far pensare a un’alleanza tra Corona e gli spioni di Telecom, cosa che gli permetterebbe di allargare l’inchiesta di Potenza anche sui retroscena della vita di Marco Tronchetti Provera. A Potenza intanto è tutto un via vai di famosi, i quali vengono interrogati mediamente per una ventina di minuti e poi se ne tornano a casa senza avere ben capito di che cosa si sta parlando. Ultimi in ordine di tempo: Diego Della Valle e Raul Bova. A Potenza è anche venuto alla luce - ma Woodcock non se n’è accorto - uno scandalo gigantesco, con magistrati compromessi in compravendite di terreni e rapporti poco chiari con politici e mafiosi. Si attende un repulisti generale da parte del Consiglio superiore della magistratura.

Valentino ricominciato il motomondiale e Valentino Rossi, che non vinceva da cinque gare, è arrivato primo a Jerez restando in testa per tutta la corsa e portando a casa il Gran Premio di Spagna. la sua quarantaseiesima vittoria. I suoi avversari tutti insieme non ne hanno messe insieme che 36.