Questo sito utilizza cookies tecnici (propri e di terze parti) come anche cookie di profilazione (di terze parti) sia per proprie necessità funzionali, sia per inviarti messaggi pubblicitari in linea con tue preferenze. Per saperne di più o per negare il consenso all'uso dei cookie di profilazione clicca qui. Scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all'uso dei cookie Ok, accetto

 2007  aprile 16 Lunedì calendario

Caro Romano, nel leggere la lettera sull’inconfutabile perdita di potere d’acquisto dopo l’introduzione dell’euro, mi sono meravigliato della sua mancanza di precisazioni in merito ad alcune illogiche affermazioni

Caro Romano, nel leggere la lettera sull’inconfutabile perdita di potere d’acquisto dopo l’introduzione dell’euro, mi sono meravigliato della sua mancanza di precisazioni in merito ad alcune illogiche affermazioni. Noto infatti che l’abile bombardamento mediatico circa le gravi di Prodi nel consentire un cambio lira-euro a 1936 piuttosto che a 1500, sembra aver fatto breccia nell’elettorato meno preparato. Difatti, teorizzare un cambio a 1500 lire significa, semplicemente, non aver mai letto neanche la prefazione di un qualunque compendio di macroeconomia. Prescindendo dalla circostanza che le parità furono fissate con l’accordo (e lo scontro) degli altri membri Ue, e che i valori non potevano certo discostarsi molto dall’andamento dei cambi nel biennio precedente, sarebbe curioso immaginare la reazione di imprese e di tutto il settore produttivo votato all’export circa una repentina rivalutazione della moneta di quasi il 25%! Praticamente una catastrofe, con immaginabili conseguenze sull’intero sistema Paese. Stupisce, al contrario, che si ignori la mancata attivazione da parte del ministero delle Finanze degli appositi, e già previsti, nuclei di controllo sulla corretta conversione lira-euro da parte della grande e piccola distribuzione e dei lavoratori autonomi (veri beneficiari, infatti, di quella svolta monetaria). Infine, a tutt’oggi, ancora non si è riusciti a capire perché il ministro Tremonti, primo in Italia, abbia sancito la parità 1000 lire = 1 euro, nel decretare il 31 dicembre 2001 il raddoppio della giocata minima del gioco del Lotto. Come dire: se lo fa lo Stato, possiamo farlo tutti. Ed infatti, chi ha potuto, purtroppo lo ha fatto. Vincenzo Zagarola, Roma • Nella mia risposta non ho ricordato i suoi argomenti sul cambio perché il problema era stato trattato più volte in questa rubrica. Ho sbagliato. Repetita iuvant.