Giuseppe Videtti la Repubblica 13/4/2007, 13 aprile 2007
GIUSEPPE VIDETTI
ROMA - Che sarebbe diventata principessa era scritto nel suo destino. Molti anni prima che Ranieri di Monaco la rapisse all´America e al cinema, Grace Kelly era già stata chiesta in moglie dallo scià di Persia, che la coprì di costosissimi gioielli. Che lei, dopo un cortese rifiuto alla proposta di matrimonio, si guardò bene dal restituirgli. Inverno 1949, Manhattan; la signorina aveva 19 anni: «Uscirono per sei sere di seguito. Lui le offrì un tour completo di tutte le sale da ballo», scrive Robert Lacey in "Grace Kelly - La principessa americana", la biografia scritta nel 94 che Frassinelli pubblica ora in italiano. Ma quello fu solo un flirt innocente, rispetto alle focose infatuazioni della ragazza di Philadelphia che sarebbe diventata prima un´icona del grande schermo poi la principessa del regno più piccolo e chiacchierato del mondo. Fiaba non a lieto fine: Grace morì in un incidente stradale sulla Costa Azzurra nel 1982, a soli 52 anni.
Quando Grace Patricia Kelly si iscrisse all´accademia di arte drammatica, nel 1947, era già la ragazza più navigata del corso. A un boyfriend dell´epoca confidò candidamente come aveva perso la verginità: « accaduto tutto molto in fretta. Sono andata da un´amica, ma lei non era in casa. Fuori pioveva e suo marito mi ha detto che non sarebbe tornata prima di sera. Sono rimasta a chiacchierare con lui e, non so come, siamo finiti a letto, senza capire nemmeno perché». La lista dei nomi e delle avventure è lunghissima e inizia in età adolescenziale. « un vulcano dalla cima innevata», disse Alfred Hitchcock, il regista che la trasformò in diva e che aveva intuito l´irrequietezza della sua musa. Bellissima, aristocratica, algida, ma sempre disponibile a nuove avventure già negli anni in cui si era intestardita a entrare nel mondo del cinema contro il parere di suo padre, che rimase sconvolto quando, in un weekend in visita da New York, Grace si presentò a casa con un amante ebreo e per di più sposato. E che scandalo quando la povera mamma Kelly, insospettita, frugò nella ventiquattr´ore della ragazza e scoprì che sua figlia viaggiava, just in case, con una scatola di profilattici!
Niente di nuovo sotto il sole, perché già Joanna Spencer (pseudonimo sotto il quale si celava un´amica della famiglia Ranieri), aveva rivelato particolari piccanti della vita matrimoniale della principessa in "Grace" (Ed. Mondadori), dove oltre ai flirt con lo scià, Clark Gable e Bing Crosby, si favoleggiava di avventure con maschi non proprio di sangue blu. Il mito di Grace non ha ancora finito di generare leggende e pettegolezzi. Una nuova generazione di biografi si è già messa in moto per presentare ai lettori del nuovo millennio i retroscena della favola bella consumata tra Hollywood e il Principato. Negli Stati Uniti è appena uscito "Grace Kelly: A life in pictures" (Ed. Anova Books), con le immagini più belle di una carriera cinematografica durata appena cinque anni. E ha fatto scalpore il libro di Wendy Leigh, "True Grace: The life and times of an American princess" (Ed. St. Martin´s Press), una forsennata ricerca love story non ancora raccontate. Nuove, reali infedeltà: una relazione con Peter Jacobs, un amico sacerdote, una notte di fuoco con Frank Sinatra, una tenera storia d´amore con David Niven che terminò solo con morte di lei. E persino inedite scappatelle con Tony Curtis.