Mario Baudino, La Stampa 12/4/2007, pagina 37, 12 aprile 2007
Anche Guido Gozzano pagò per essere pubblicato, e fu probabilmente la madre, Diodata Mautino, a occuparsi della faccenda
Anche Guido Gozzano pagò per essere pubblicato, e fu probabilmente la madre, Diodata Mautino, a occuparsi della faccenda. Lui, lo snob che esisteva «tra il tutto e il niente» e si definiva «questa cosa vivente/detta guidogozzano», non fece mai parola delle circostanze che portarono, quando aveva 23 anni, all’edizione della Via del rifugio, il libretto destinato a rivelarlo. Accadeva cent’anni fa a Torino, dove l’editore Renzo Streglio, che aveva una sua tipografia, apriva sedi a Genova e Milano, intercettava i migliori scrittori e poeti del tempo, da Pirandello a Bontempelli, da Marino Moretti a Oddone Camerana e scovò persino un ventiquattrenne Luigi Einaudi cui dette alle stampe «Il pensiero economico-sociale in Piemonte», qualche volta dai poeti si faceva pagare e si fece pagare pure da Gozzano. Il «giovin signore nervosetto, sempre indaffarato» (così lo ricorda un testimone dell’epoca), non intuì che quel libro era un’assicurazione sul futuro e dopo una prudente ristampa (il poeta pretese venisse segnata come «terza edizione», e non seconda, per far migliori figura), si lasciò soffiare l’autore dal milanese Treves, che nel 1911 pubblicò la prima edizione dei Colloqui, andando avanti a riproporla per decenni. I poeti amici di Gozzano, come Carlo Vallini, avevano sempre detto che la signora Mautino aveva messo mano al portafoglio. «Ma potevano anche parlare per invidia», faceva osservare il biografo di Gozzano Giorgio De Rienzo. C’è però una fonte «neutra» che lo dice espressamente: Carlo Calcaterra, che all’amico Guido dedicò un libro di ricordi, quasi una biografia, nel ”44. E infine, l’indizio decisivo: al momento della sigla del contratto con Treves, un Gozzano pazzo di gioia abbandonò il suo aplomb e sbandierò la notizia in lungo e in largo per chiudere la bocca a quegli amici chiacchieroni.