(Gian Antonio Orighi, La Stampa 11/4/2007), 11 aprile 2007
Creato in laboratorio nell’Università americana di Yale, a fine anno arriva in Spagna il primo vaccino anti-cocaina, per essere testato su 150 cocainomani in tre ospedali (a Madrid, Barcellona e Valencia)
Creato in laboratorio nell’Università americana di Yale, a fine anno arriva in Spagna il primo vaccino anti-cocaina, per essere testato su 150 cocainomani in tre ospedali (a Madrid, Barcellona e Valencia). Da un’intervista rilasciata dai ricercatori al giornale madrileno Abc: " come cucire la bocca ad un mangiatore famelico". L’efficacia del farmaco si basa sulla terapia immunologica: il vaccino genera anticorpi che aderiscono alla droga nel flusso sanguigno prima che arrivi al cervello. La loro unione genera un composto chimico troppo grande per attraversare la barriera ematocefalica, l’ostacolo che produce il torrente sanguigno per proteggere il cervello. Risultato: la cocaina non arriva al cervello e non produce più piacere. I pazienti, tutti tossicodipendenti specifici (non assuntori di altre droghe) riceveranno 4 dosi del farmaco, una all’inizio del test e successivamente altre tre ad intervalli regolari (il numero di dosi necessario è soggettivo, ma non è stato ancora individuato l’indice di variabilità). Il professor Thomas Kosten, direttore della ricerca di Yale: "Il vaccino è disegnato per generare anticorpi specifici che ”imprigionano” la droga nel sangue. Si tratta di una specie di filtro tra i vasi sanguigni ed il cervello, facendo sí che la droga non arrivi a quest’ultimo. Cosí gli effetti psicoattivi, ossia lo stato euforico, non si produce". José Pérez Cobos, coordinatore del test in Spagna e psichiatra del nosocomio madrileno Ramón y Cajal: "Il medicinale è sicuro e non presenta effetti secondari rilevanti. Però non elimina il desiderio di consumare cocaina […] La cocaina produce molecole piccolissime ma il vaccino assorbe la droga come se fosse una spugna, ne impedisce il passaggio al sistema nervoso eliminandone l’effetto". I testandi sono adulti tra i 24 ed i 45 anni, con problemi etilici, integrati nella società ma dipendenti, anche se consumano solo nei week-end. La Spagna è il Paese con il più alto indice di consumo d’Europa (il 2% tra i 15 ed i 64 anni a fronte dell’1,1% nel resto del Vecchio Continente). "La cocaina continua a godere di una immagine mitizzata. Sono soprattutto i giovani a legarne il consumo con il successo sociale ed il tempo libero" (Carmen Moya, responsabile antidroga della regione catalana).