(Maurizio Porro, Corriere della Sera 11/4/2007), 11 aprile 2007
Lupi. Stefano Accorsi e Laetitia Casta, per la prima volta insieme sul set, da qualche settimana stanno girando l’opera seconda di Gilles Legrand La jeune fille et les loups, sulle montagne del Sud della Francia, ambientato negli anni intorno alla seconda guerra mondiale
Lupi. Stefano Accorsi e Laetitia Casta, per la prima volta insieme sul set, da qualche settimana stanno girando l’opera seconda di Gilles Legrand La jeune fille et les loups, sulle montagne del Sud della Francia, ambientato negli anni intorno alla seconda guerra mondiale. Lui è Giuseppe, un eremita, lei interpreta la prima veterinaria francese della storia, Angela. Giuseppe è figlio di madre italiana che da giovane faceva l’artista girovaga esibendosi coi lupi, ma poi si ritira tra i monti, dove lui nasce e cresce ("solo, senza padre e subito mi abituo a un contatto speciale con la natura, ma avrò poca dimestichezza con gli uomini"). A innamorarsi per primo è Giuseppe ("anche perché vivendo tra i monti in faticosa e virginale solitudine la presenza di una donna mi eccita"), mentre lei, inizialmente impegnata con un altro, fa un po’ di resistenza, ma infine cede. Girare insieme è molto naturale ("come se avessimo provato la storia con la nostra vita"), finora si erano rifiutati solo perché ricevevano offerte poco interessanti, volte a sfruttare l’immagine di coppia. Nessun problema neanche coi lupi: "Sono animali meravigliosi, veri attori fatti venire apposta dall’America dove li addestrano al cinema. Solo i lupetti giovani sono francesi. Paura? Macché. Sono bestie paurose più di noi; rimangono selvagge ma non attaccano se non sono attaccate, hanno un carattere da felini: è stato ovviamente necessario stabilire un rapporto prima di iniziare il film". Il film non ha solo un messaggio ecologico: " anche un film che parla di come le cose belle e sconosciute siano anche fragili, di come vadano rispettate e di come si debba entrare con discrezione nei misteri, a livello conscio e inconscio. bello il mio ruolo, quasi un matto ma sensibile e istintivo e Letitia, pardon Angela, si innamora di me quando capisce che in questa follia c’è del metodo". Coppa Volpi a Venezia nel 2002 per Un viaggio chiamato amore e premio per l’eleganza europea, Accorsi è considerato attore italo-francese: "Sono stato adottato subito con calore, accettato con simpatia. Duecentomila francesi avevano visto L’ultimo bacio, poi ho fatto i film di Ferzan Ozpetek, compreso Saturno contro che mi ha emozionato molto, e naturalmente ho girato molto in Francia. Dove fanno più film e sono più disponibili: ho lavorato in Un baiser s’il vous plaît di Emmanuel Mouret con Virginie Ledoyen, in Les deux mondes di Daniel Cohen, nella Faute à Fidel di Julie, figlia del regista Costa Gavras, e nella popolare avventura tratta da un famoso serial, Les Brigades du Tigre di Jérôme Cornuau". Desideroso di esperienze professionali oltre confine ("Un attore non si deve porre limiti geografici, andare lontano se vale il progetto, uscire dai cliché"), Accorsi reciterà in una commedia americana, che spera di portare in tournée anche in Italia. Nella vita reale Accorsi e Casta hanno avuto un figlio il 21 settembre: "Si chiama Orlando ma non è furioso: mi piace il gerundio del verbo orlare, fare l’orlo".