(Elisabetta Rosaspina, Corriere della Sera 11/4/2007), 11 aprile 2007
Pedofili. In via di sperimentazione in Gran Bretagna la ”Sarah’s law”, ”legge di Sarah”, dal nome di Sarah Payne, uccisa a 8 anni da un pedofilo recidivo, sette anni or sono
Pedofili. In via di sperimentazione in Gran Bretagna la ”Sarah’s law”, ”legge di Sarah”, dal nome di Sarah Payne, uccisa a 8 anni da un pedofilo recidivo, sette anni or sono. A differenza della ”legge di Megan” americana, dal nome di una bambina stuprata e assassinata 13 anni fa nel New Jersey da un pedofilo appena uscito di galera, la legge di Sarah non consente di sapere chi, ma se e quanti pedofili abitino nei paraggi. L’applicazione partirà da tre distretti, di cui solo uno noto, Wansdyke, nel Somerset (meta estiva per famiglie nel Sud-Est del Paese), trattandosi della circoscrizione elettorale del deputato laburista Dan Norris, tra i sottoscrittori del testo normativo. La legge non consente di accedere agli schedari dei pregiudicati per pedofilia, ma legittima scuole e famiglia, in circostanze ancora non specificate, ad essere informate circa l’esistenza nel quartiere di uno o più individui già arrestati e processati per pedofilia. Salvo il diritto di rivolgersi al Criminal Records Bureau, per verificare i precedenti penali per molestie sessuali di operatori che lavorano coi bambini, o perfino dei nuovi fidanzati (a richiesta di padri o madri single). Del resto in Inghilterra vige già una legge che autorizza la polizia a mettere in guardia chi, convivente con bambini, allaccia senza saperlo relazioni con un pedofilo. La legge è criticata da più fronti. Sir Chris Fox, ex presidente dell’Associazione dei Dirigenti della Polizia: "Immaginiamo quale atmosfera possa crearsi in una zona in cui, senza fare nomi, si sappia che abita un pedofilo. Chiunque abbia una condotta eccentrica, un’indole solitaria o viva da recluso sarebbe additato e finirebbe per essere minacciato". Tra i genitori, Sonya Boarder, più favorevole a una legge ispirata a quella americana: "Se dovessi sapere che c’è un pedofilo nel vicinato, senza sapere chi è, vivrei nell’angoscia, diffidando di chiunque si avvicinasse ai miei figli". Martin Narey, direttore di "Barnardo", organizzazione inglese a sostegno dei diritti dell’infanzia: "Sentendosi individuati dai vicini, i condannati per pedofilia potrebbero decidere di far perdere le loro tracce, dopo la scarcerazione, rendendo ancora più difficile alla polizia il compito di sorvegliarli".