Varie, 13 aprile 2007
BELLAVITE
BELLAVITE Andrea Verona 30 novembre 1959. Parroco. Nel 2007 candidato sindaco di Gorizia (Rifondazione, Verdi, Comunisti italiani e Italia dei valori).: non riuscì a impedire il successo al primo turno di Ettore Romoli, candidato del centrodestra, ma prese più voti di Giulio Mosetti, candidato dell’Ulivo (20% a 15%) • «[...] Non sono bastate la ferma contrarietà del vescovo e il giudizio duro di monsignor Velasio De Paolis, del tribunale della Segnatura Apostolica: ”Non si può candidare: il diritto canonico lo vieta. Sarebbe disdicevole”. Don Andrea lo sa perfettamente: ”Infatti ho chiesto la sospensione a divinis. La mia scelta non è compatibile con quello che ho fatto finora. Farò il candidato, ma da laico”. Anche se non si ”dimetterà” da prete: ”La consacrazione è per sempre, cambia solo il modo di servire il Vangelo”. Don Andrea è stato direttore del settimanale diocesano e si è spesso schierato a fianco dei no global: nella battaglia contro il Cpt di Gradisca e contro la base Usaf di Pordenone. Ma nei giudizi politici, ora che è candidato, è più ecumenico: ”Mi piacciono D’Alema, Bertinotti e Prodi. Ma stimo anche Fini e Casini”. Più che a don Baget Bozzo – ”fa politica per conto di settori della Chiesa” – si rifà ad altri esempi illustri: ”Don Sturzo fu sindaco di Caltagirone. Il contesto, però, era molto diverso”. Anche prima, da sacerdote, don Andrea (’però ora non chiamatemi più don”) non ha rinunciato a posizioni critiche verso la Chiesa. Sui Dico, per esempio: ”Una semplice regolamentazione, non certo foriera di gravi pericoli per la famiglia”. Lontanissima da lui l’idea che l’omosessualità sia ”una devianza”: ” uno stato di genere da rispettare, una manifestazione dell’amore di Dio”. Sulla fecondazione si dice ”favorevole a un dibattito che non sia né superficiale via libera a tutto, né negazionismo cieco”. [...]» (Alessandro Trocino, ”Corriere della Sera” 13/4/2007).