Questo sito utilizza cookies tecnici (propri e di terze parti) come anche cookie di profilazione (di terze parti) sia per proprie necessità funzionali, sia per inviarti messaggi pubblicitari in linea con tue preferenze. Per saperne di più o per negare il consenso all'uso dei cookie di profilazione clicca qui. Scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all'uso dei cookie Ok, accetto

 2007  aprile 12 Giovedì calendario

GAZZETTA 13 APRILE 2007

per GIORGIO. Stando alla relazione annuale che la Direzione Centrale Antidroga del Viminale consegna al Parlamento, in un anno i diciassettenni che consumano cocaina sono raddoppiati, il consumo di ecstasy continua a crescere e tra i più giovani si diffonde una nuova moda: lo sniffing.
1 E che roba è lo sniffing?
 il nome che hanno dato all’ultima invenzione dei giovanissimi per arrivare allo sballo. Ricorda quel ragazzino di 14 anni che un anno e mezzo fa a Milano morì per aver sniffatto gas butano? Ecco, si parla di sniffing per tutte le sostanze che non sono considerate droghe ma possono produrre gli stessi effetti stimolanti, euforia, allucinazione. un modo di drogarsi che viene dai paesi poveri del mondo, pensi alle favelas brasiliane, agli slum indiani, all’Africa, dove i ragazzini sniffano le colle sintetiche usate dai carpentieri e dei calzolai per stordirsi e dimenticare la fame. Oppure per non provare più vergogna nel chiedere l’elemosina, o peggio per trovare il coraggio di prostituirsi. Ovviamente da noi i motivi sono altri.
2 Cosa spinge un quattrodicenne italiano a sniffare un barattolo di vernice?
Quel che pesa è la mancanza di conoscenze e l’immaturità. Una volta i 14-15 anni erano quelli dell’incontro con le sostanze evolutive, tipo l’alcol o la cannabis, per gli adolescenti che anche così scoprivano il mondo dei grandi. Poi a 20 anni si esploravano le altre sostanze e a 22-23 avveniva la scelta: o si smetteva o si sceglieva una sostanza con cui andare avanti, dalla marijuana all’eroina. Ora tutto si abbassa. come mettere una Ferrari in mano a un tredicenne. E le cose si fanno più complicate. Se per incanto facessimo sparire tutta la cannabis, ci ritroveremmo a gestire migliaia di ragazzi che iniziano a sniffare colla. E allora che potremmo fare, vietare ai ferramenta di vendere il pattex?
3 Come faccio a capire se mio figlio sniffa queste colle?
L’odore di solventi sui capelli, sugli indumenti o nell’alito dovrebbe insospettirla, come pure la presenza di contenitori di vernici, diluenti ecc. nella sua cameretta. Ci sono anche numerosi effetti cronici facilmente riscontrabili: ulcerazioni alla bocca e al naso, alitosi, arrossamento degli occhi, aumento dell’espettorazione bronchiale, a volte anoressia e dunque perdita di peso, oppure aumento della sensazione di fatica, perdita di concentrazione, depressione, irritabilità, paranoia. Ma sono solo indicazioni generiche, non vorrei che si preoccupasse appena suo figlio le risponde male o salta un pasto.
4 Queste sostanze causano danni permanenti?
Nei casi più gravi si possono avere alterazioni neurologiche, danni cerebrali, disturbi visivi, psicosi di tipo paranoideo, epilessia temporale, parkinsonismo, demenza. Altre gravi conseguenze si possono manifestare a carico di reni, fegato, polmoni. Per giunta chi sniffa solventi generalmente non fa solo quello, ma utilizza anche altre droghe. Soprattutto cocaina. Oggi per comprarne un grammo bastano 40 euro, solo tre anni fa ne servivano 100. Ci sono ragazzi che vanno dallo spacciatore con 10 euro e si fanno dare un minuscolo frammento di droga che una volta montato, cioè reso polvere su un piatto caldo frantumandolo con una tessera telefonica, diventerà l’equivalente di tre strisce. Roba per tutte le tasche.
5 E quanti sarebbero i giovani che hanno questo vizio?
Secondo dati dell’Espad (European School Survey Project on Alcohol and other Drugs) nell’ultimo anno di scuole superiori quasi l’11 per cento dichiara di essersi fatto un tiro di coca almeno una volta nella vita, il 49 ha provato la cannabis, il 34 fuma più o meno regolarmente spinelli. Per non parlare dell’alcol, cho ogni anno causa in Italia 25mila decessi: quelli che bevono lontano dai pasti sono soprattutto i giovani tra i 18 e i 24 anni. Chi appartiene a uno strato sociale più elevato consuma droghe per trasgredire. Chi è più povero dice di farlo principalmente per evadere dalla monotonia. Per i ragazzi la droga non è un grosso problema, hanno più paura della disoccupazione, dell’inquinamento, della criminalità. E poi non c’è più l’esempio degli adulti: da una parte è scomparso il rispetto della legalità, anzi il più furbo, quello che viola le regole, è diventato un modello vincente. Dall’altra la cultura del doparsi è diffusa in ogni strato sociale: politici, attori, calciatori, vip televisivi. Nell’antichità le droghe erano legate a riti iniziatici o religiosi, negli anni Sessanta sono diventate simboli di ribellione, oggi invece vivi in periferia, compri un barattolo di colla, fai un ”tiro” e pensi di essere Kate Moss.