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 2007  aprile 12 Giovedì calendario

Berta Renato

• Bellinzona (Svizzera) 2 marzo 1945. Direttore della fotografia • «Nelle note biografiche leggiamo che Renato Berta è nato a Bellinzona, alla fine della seconda guerra mondiale, 1945. Svizzera italiana dunque dove il ragazzo, a Locarno però, scopre anche il cinema e se ne innamora frequentando le proiezioni del festival. Conosce Glauber Rocha, apre un cineclub, siamo negli anni Sessanta, tra il 1965 e il 1967 frequenta il Centro sperimentale di Roma, negli anni della ribellione all’accademismo a un insegnamento chiuso in sé stesso. anche il tempo dei rapporti che fanno del vissuto un flusso unico, fare cinema, fare critica, essere parte di un’ondata, sperimentare nel quotidiano la magnifica piacevolezza ribelle dell’immaginario. [...] Di Berta dicono che è un ”purista” della luce, per questo fotografo amato e conteso dai migliori registi contemporanei, la sua filmografia raccoglie anche i nomi di Claude Chabrol, Manoel De Oliveira, André Téchiné, Alain Resnais, Eric Rohmer... Berta non ha mai fatto pubblicità ma si è confrontato coi film per la televisione, con l’anche animazione firmando l’immagine di Max&co. dei fratelli Fréderic e Samuel Guillaume. Molto cinema francese e tutto il cinema svizzero degli anni Sessanta (nella filmografia ci sono anche Alain Tanner, Claude Goretta, Villi Hermann...). Di tutti questi incontri dice: ” difficile generalizzare perché ogni regista è un individuo e ogni individuo ha dei rapporti a sé. Penso che per un operatore sia importante sapere cosa un regista sta cercando, in che direzione va, come si esprime, quali sono per lui le cose fondamentali. E cosa vuole davvero filmare, che non è sulla sceneggiatura, ma ci si arriva pian piano, insieme, facendo dei sopralluoghi ... E qui escono gli elementi importanti per nutrire il progetto visivo e fotografico di un film non dalla sceneggiatura”. Jean Marie Straub e Danièle Huillet che erano estremamente esigenti su luce e suono - niente artifici, niente voce fuori campo, solo luce naturale a costo di attendere stagioni - hanno lavorato spesso con Berta, dal 69, Othon, il loro primo film in Italia, fino a Quei loro incontri (2006). Ecco, il loro è senza dubbio un cinema molto diverso da de Oliveira o Chabrol eppure lo sguardo di Berta sa interpretarne il movimento interno portandolo su schermo. Una dote non comune» (C. Pi., ”il manifesto” 11/4/2007).