11 aprile 2007
Gabriella Pozzan, di anni 72. Ex infermiera, originaria di Vicenza, viveva sola all’ottavo piano di un palazzone della periferia di Milano, per guadagnare qualcosa dava lezioni d’italiano ai ragazzini extracomunitari che abitano a frotte nella zona, l’unico suo cruccio era il vicino Nicola Piaggese di anni 73 con cui litigava di continuo
Gabriella Pozzan, di anni 72. Ex infermiera, originaria di Vicenza, viveva sola all’ottavo piano di un palazzone della periferia di Milano, per guadagnare qualcosa dava lezioni d’italiano ai ragazzini extracomunitari che abitano a frotte nella zona, l’unico suo cruccio era il vicino Nicola Piaggese di anni 73 con cui litigava di continuo. Costui, depresso, sposato, un figlio che vive in Brianza, sapendo che la Pozzan ogni giorno andava a zappettare l’orto in via Novara, l’aspettò vicino all’ascensore con un coltello in mano e appena la vide arrivare le infilò dieci volte la lama in tutto il corpo. Subito dopo rientrò in casa, davanti agli occhi della moglie gettò nella spazzatura il coltello zuppo di sangue, si sedette a fumare una sigaretta e non proferì parola fino all’arrivo della polizia. Tra le 14.30 e le 14.45 di Pasquetta nell’atrio della scala F in via Fleming 6, periferia ovest di Milano, in un complesso di palazzi di cinque e nove piani con porticati, aiuole e grandi alberi dove vivono 211 famiglie.