Questo sito utilizza cookies tecnici (propri e di terze parti) come anche cookie di profilazione (di terze parti) sia per proprie necessità funzionali, sia per inviarti messaggi pubblicitari in linea con tue preferenze. Per saperne di più o per negare il consenso all'uso dei cookie di profilazione clicca qui. Scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all'uso dei cookie Ok, accetto

 2007  aprile 10 Martedì calendario

GAZZETTA 11 APRILE 2007

per GIORGIO. Venerdì il governo e i sindacati hanno sbloccato il rinnovo del contratto dei dipendenti pubblici, scaduto nel 2005: gli aumenti scatteranno dal primo gennaio del 2007, in media 101 euro nelle buste paga dei ministeriali, un po’ di più (120-125 euro) per gli insegnanti. Il costo per lo Stato dovrebbe essere pari a oltre 3 miliardi e mezzo di euro, e molti temono che il cosidetto ”tesoretto” finirà in buona parte nelle tasche dei dipendenti pubblici.
1 Io cos’è questo tesoretto mica l’ho capito.
Quest’anno lo Stato ha incassato dalle tasse molto più del previsto. Secondo il governo dipende dal fatto che adesso gli evasori hanno più paura di essere stanati, secondo l’opposizione sono i frutti del lavoro dell’esecutivo Berlusconi. Fatto sta che lo Stato ha incassato 2,5-3 miliardi più del previsto, e adesso deve decidere cosa farne. Qualcuno ad esempio ha suggerito di utilizzarlo per sistemare la scuola, o per alzare le pensioni, o per migliorare la nostra sanità. Adesso molti temono che il tesoretto farà felici soprattutto i fannulloni. L’opposizione dice che siamo di fronte a una definitiva resa del governo ai sindacati. Alberto Bombassei, il vicepresidente di Confindustria, ha detto che la pubblica amministrazione è un’azienda gestita alla rovescia: prima si danno i soldi e poi si indicano gli obiettivi. Tenga presente che nell’ultimo quinquennio le retribuzioni pubbliche sono cresciute del 4,2 per cento contro il 2,9 per cento di quelle private.
2 Ma almeno la qualità della pubblica amministrazione finirà col migliorare?
Dell’intesa fa parte un Memorandum per renderla più efficiente e produttiva. Si parla di misurabilità dei risultati, di contributo individuale alla produttività, di merito. Il governo ha scommesso sulla funzionalità degli uffici pubblici per rendere duratura la crescita economica, i sindacati si son detti genericamente disposti ad accettare ad esempio l’idea che i lavoratori si spostino da una città all’altra a seconda del bisogno, il problema è vedere se alle parole seguiranno i fatti, perché alla fine senza l’appoggio dei sindacati un’operazione del genere diventa impossibile. E comunque, quando si parla di fannulloni, bisogna ricordare che c’è tutto un ambiente che li favorisce.
3 Sarebbe a dire?
L’economista Pietro Ichino, uno di sinistra che però molte volte dice cose sgradite alla sua stessa parte, se l’è presa ad esempio con i medici che firmano incredibili certificati di malattia, ed ha fatto l’esempio del medico di una Asl friulana che certificò una prognosi di 20 giorni per un’impiegata, indicando che essa era quel giorno stesso reperibile a Santa Fe in Argentina, pur essendo l’assenza imputabile soltanto a un trattamento fisioterapico per artrosi post-traumatica della caviglia. Oppure un’identica certificazione, con paziente reperibile sul Mar Morto.
4 Insomma anche per lei tutti i dipendenti pubblici sono dei fannulloni.
Per carità. Come dice l’economista Nicola Rossi, un ex diessino molto critico col governo che resta però un uomo di sinistra, gli inadempienti sono sempre due: i fannuloni e lo Stato, che spesso e volentieri mortifica i tanti dipendenti pubblici che fanno il loro dovere. E anche l’accordo sul nuovo contratto obbedisce al solito scambio: ti pago male, in ritardo, non dimentichi che il contratto era scaduto da un anno e mezzo, ma ti consento di fare meno di quello che dovresti. Di certo se i sindacati del settore pubblico vogliono davvero combattere quella generalizzazione ingiusta, che penalizza tutti gli impiegati pubblici, devono accettare misure incisive per la valutazione. Per ora l’hanno accettata solo come principio generale: occorre tradurre il principio in fatti concreti
5 Insomma non c’è proprio speranza di cambiare le cose?
Una delle priorità, e su questo è d’accordo anche una parte dei sindacati, è sciogliere ogni legame tra le i vertici dell’amministrazione pubblica e la direzione politica. Molta dell’inefficienza del settore pubblico, di cui si vorrebbe dare la colpa agli impiegati chiamandoli ”fannulloni”, è causata dalle intromissioni del potere politico. Probabilmente servirebbe anche a noi qualcosa come l’Ecole nationale d’administration, la scuola della pubblica amministrazione francese che ha sfornato prestigiosi politici e imprenditori da Jacques Chirac a Segolene Royal, dall’ex patron di Edf Francois Roussely al presidente di Airbus Louis Gallois.