Pietro Del Re, la Repubblica 10/4/2007, pagina 29., 10 aprile 2007
La Banca mondiale ha stanziato un prestito di 126 milioni di dollari al governo del Kazakhistan per salvare il lago d’Aral, che si sta prosciugando
La Banca mondiale ha stanziato un prestito di 126 milioni di dollari al governo del Kazakhistan per salvare il lago d’Aral, che si sta prosciugando. La superficie attuale del quarto mare interno più grande del pianeta è appena un terzo di quella che era una volta. Assieme alle sue acque, sta anche scomparendo il suo peculiare ecosistema: muoiono storioni, carpe giganti, gru, aironi, aquile di mare, lontre, cinghiali, cervi ecc. L’origine del prosciugamento è nell’attività umana: la sostituzione della tradizionale coltivazione di canapa fu sostituita dalle piantagioni di cotone, che richiedono una enorme quantità d’acqua. I due principali affluenti del lago di Aral, l’Amu Daria e il Syr Daria, furono perciò deviati per permettere la nuova coltura. Assieme all’utilizzo di queste immense quantità d’acqua si fece (e si continua a fare) un uso esagerato di fertilizzanti, pesticidi ed erbicidi. Come se non bastasse, piove di meno, mentre l’evaporazione aumenta, così come la percentuale di salinità del lago. Per le popolazioni locali, che sono per lo più pescatori e allevatori di capre, la prima conseguenza di questo stravolgimento ambientale è stata la distruzione della loro economia. Molte sono state costrette a fuggire altrove. Oggi, chi vive attorno al lago soffre di fame e malattie: la speranza di vita raggiunge appena i 40 anni e la mortalità infantile è del 15 per cento. Recentemente il lago è stato diviso in due da una grossa diga: sebbene la parte uzbeka continui a prosciugarsi, in quella kazaka l’acqua starebbe tornando. Il prestito della Banca mondiale dovrebbe servire a costruire una seconda diga che, si spera, riporterà il mare all’ormai deserto porto di Heralsk.