la Repubblica 10/4/2007, pagina 24, 10 aprile 2007
Lettera: In cerca di case in affitto. la Repubblica, martedì 10 aprile Io e il mio compagno ci mettiamo a cercare casa in affitto
Lettera: In cerca di case in affitto. la Repubblica, martedì 10 aprile Io e il mio compagno ci mettiamo a cercare casa in affitto. A Bologna. Ne troviamo una che fa per noi, 850 euro al mese. Ci vengono richiesti sei mesi di fideiussione bancaria, che chiediamo di portare a quattro: ovvero, 3.400 euro. Ci viene comunicato che il proprietario però si è insospettito (che siano degli spiantati, questi qui?) Al fine di rassicurare l’emotivo proprietario, ci viene esplicitamente richiesto di presentare il nostro Modello Unico e i nostri contratti di lavoro. Porto il contratto di lavoro: da consulente a tempo determinato. Da anni ormai: 4.800 euro al mese (non mi lamento, infatti). Ma a loro non va bene: è pur sempre un contratto a tempo determinato. Sfortuna vuole che anche il mio fidanzato sia in una situazione lavorativa analoga. Non va bene. Ma a noi la casa serve. Che fare? Le operose impiegate dell’agenzia s’informano sulla mia situazione familiare. La spiattello: un papà libero professionista (ci risiamo!), una mamma pensionata. Perfetto: la mamma giusta al momento giusto. La pensione è cosa certa. Si porti dunque la Dichiarazione dei Redditi della mamma. Sarebbe sensato, aggiungono, cointestare il contratto alla mamma. Io e la mamma ci presentiamo in agenzia e veniamo rassicurati: pare che grazie alla notizia della pensione il Proprietario abbia ripreso a dormire, e al novantanove percento l’appartamento è nostro. Conosciamo quindi il proprietario che fa poi notare che la pensione non è proprio granché (1.300 euro). Sorrisi, molti quelli dell’impiegata, silenzi, strette di mano. Dopo due settimane la solita impiegata mi telefona che è desolata ma il proprietario non giudica adeguate le nostre credenziali: c’è il solito problema del mio contratto a tempo determinato. Alessandra Gallieri Bologna