Marika De Feo, Corriere della Sera 10/4/2007, 10 aprile 2007
FRANCOFORTE
Le trattative per il controllo di Abn Amro da parte della britannica Barclays potrebbero prendere una svolta inattesa. Il governatore della Banca d’Olanda, Nout Wellink, in un’intervista rilasciata ieri al
Financial Times ha messo già le mani avanti, segnalando che le autorità olandesi autorizzerebbero un’acquisizione di Abn anche se questa fosse smembrata e le sue parti fossero cedute a gruppi diversi.
«Potrebbe darsi – ha spiegato il banchiere centrale olandese – che una banca solida acquisisca (Abn Amro) e decida di ristrutturarla secondo il suo proprio piano strategico». E, ha aggiunto, quando «noi prenderemo in esame il caso, se sarà tutto in regola, allora non ci sarà alcun problema».
Parole che indicano un accordo di principio dei banchieri centrali olandesi nei confronti di ogni banca solida, che riuscirà ad entrare in possesso del controllo di Abn e che potrebbe decidere di cedere alcune attività - come quelle italiane, brasiliane o americane - ad altri istituti interessati.
Secondo gli operatori del mercato bancario, per ora non sarebbe questo il caso di Barclays. Perché le trattative esclusive in corso con Abn punterebbero a creare la quarta o quinta banca al mondo, con una capitalizzazione di mercato pari a circa 145 miliardi di euro. E i negoziati con il ceo di Abn, Rijkman Groenink, sarebbero stati avviati anche sotto la garanzia di non smembrare la banca di Amsterdam. Senonché, a pochi giorni dalla scadenza delle trattative in esclusiva, prevista per il 18 di aprile, il mercato si chiede anche che cosa potrebbe accadere se invece i due colossi non riuscissero a mettersi d’accordo. O sopraggiungesse un ostacolo giuridico, come quello ipotizzato in questi giorni dal Wall Street Journal per indagini in corso negli Usa presso il Dipartimento di giustizia.
Comunque sia, secondo vari segnali giunti dal mercato bancario, altri istituti come la Royal Bank of Scotland potrebbero lanciare offerte più alte di quella da 32 euro circa di Barclays, per aggiudicarsi il controllo di Abn. Con l’intenzione di cedere in un secondo tempo alcune delle attività, come ad esempio quelle italiane di Antonveneta o di Capitalia, o quelle brasiliane, con il Banco Real (l’ex-Sudameris venduta da Intesa) ad alcuni pretendenti particolarmente interessati, come il Santander (che ieri ha smentito un interesse per il gruppo olandese).
Le parole di Wellink, tuttavia, suonano anche come un monito contro le altre offerte ostili, quelle degli hedge fund Tci o Tosca che puntano allo «spezzatino» e per questo hanno rivoluzionato l’agenda dell’assemblea di Abn del 26 aprile. Scatenando invece la reazione contraria di Groenink e il progetto di fusione con Barclays.