Carlo Annese, "La Gazzetta dello Sport" 8/4/2007;, 8 aprile 2007
«Due anni nelle giovanili della Fidelis. Ero mezzapunta, correvo e sapevo far bene i cross. I miei riferimenti non erano i campioni, ma quelli di
«Due anni nelle giovanili della Fidelis. Ero mezzapunta, correvo e sapevo far bene i cross. I miei riferimenti non erano i campioni, ma quelli di... Andria: Della Morte; il portiere Lupatelli; Amoruso; Olive, un grande centrocampista. L’idolo era Oberdan Biagioni, veniva dal Foggia di Zeman: bravo e carismatico. Poi però sono arrivate le distrazioni, le sigarette, le ragazzine: si esce la sera e il pallone viene dopo. Non avevo qualità alla Pirlo e soffrivo lo spogliatoio: nei vivai è dura sopravvivere, c’è il bullo che innesca un gioco a chi è più ignorante. Io stavo in disparte». (Il passato da calciatore di Scamarcio)