Sergio Bocconi, Corriere della Sera 8/4/2007, 8 aprile 2007
«...L’auspicio di Prodi sembra comunque cadere in una sorta di deserto, nel senso che finora di cordate si sente un gran parlare ma di concreto non sembra esserci nulla
«...L’auspicio di Prodi sembra comunque cadere in una sorta di deserto, nel senso che finora di cordate si sente un gran parlare ma di concreto non sembra esserci nulla. Se non contatti fra banchieri o appelli a unire le forze. La sola cosa certa per il momento è l’offerta Tex-Mex per il 66% di Olimpia (la holding che detiene il 18% di Telecom) e il suo carattere tutto sommato «blindato». Marco Tronchetti Provera ha lasciato a Mediobanca e Generali, che con Olimpia partecipano a un patto di consultazione, un diritto di prelazione sulla quota messa in vendita. Ma tale prelazione non scatterebbe se l’offerta non riguardasse la maggioranza (quindi se gli americani o i messicani si dovessero ritirare o se riducessero la quota in acquisto) oppure se venisse estesa anche alle partecipazioni in Telecom di Mediobanca e Generali (in tutto circa il 5,5%). In sostanza con circa 5 miliardi la partita sarebbe chiusa. In un solo esercizio At&t, che capitalizza 242 miliardi di dollari, guadagna di più. quindi difficile pensare a offerte completamente alternative senza una preventiva ritirata degli americani o di América Móvil o di entrambi gli offerenti: il quadro in cui si muovono i banchieri è in parte già segnato. Ecco dunque che il tentativo può essere quello di una cordata italiana che si affianchi agli offerenti d’Oltreoceano, ipotesi che secondo voci di mercato potrebbe percorrere Intesa. Presupposto però sarebbe una riduzione della quota in mano a At&t e Carlos Slim, che magari potrebbero «accontentarsi» del 33% di Olimpia, mentre il resto potrebbero garantirlo banche, fondazioni emagari qualche imprenditore....»