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 2007  aprile 07 Sabato calendario

MILANO

Vittorio Cecchi Gori perde anche l´ultimo round nella battaglia legale per salvare il suo ex impero dal fallimento. La Finmavi si è vista respingere dal lodo arbitrale anche le richieste di danni per 300 milioni avanzate nei confronti della Merrill Lynch. L´ex presidente della Fiorentina aveva accusato la banca d´affari di abuso di pegno, usura e mala gestio per il periodo in cui la sua library di film è stata pignorata dagli americani, rappresentanti degli obbligazionisti che avevano sottoscritto un bond emesso dalla cassaforte del produttore e garantito proprio dal suo catalogo di pellicole.
Il collegio arbitrale ha assolto Merrill Lynch (assistita nel caso dall´avvocato Filippo Cesaris di Nctm) da tutte le richieste di Finamvi (rappresentata dal professor Antonino Catataudella) o perché non di sua competenza o – come nel caso delle accuse più gravi ”perché infondate.
Il giudizio del lodo cancella per Cecchi Gori ogni speranza di uscire dalle sue recenti disavventure finanziarie almeno con una singola vittoria. La Finmavi – malgrado tanti rocamboleschi tentativi di salvataggio – è attualmente in procedura fallimentare. E il curatore dovrà nei prossimi mesi terminare l´inventario delle attività e procedere alla realizzazione degli asset per rimborsare i creditori esposti con Cecchi Gori per oltre 600 milioni. I bocconi più importanti dovrebbero essere i film della parte più importante della library, tra cui molti quelli che hanno consentito al produttore di conquistare gli Oscar. La prima tranche di questa videoteca di celluloide è già andata all´asta ed è stata conquistata con un´offerta da 6 milioni da Mediaset che ha battuto sul filo di lana Telecom Italia acquistando i diritti per pellicole come Terminator, Nikita e America Oggi.
L´ultima sconfitta sul fronte Finmavi non dovrebbe però cambiare più di tanto le prospettive del vulcanico Cecchi Gori. Certo fare affari in Italia per lui – con una procedura fallimentare in corso – non sarà facilissimo. Ma il mondo è pieno di accoglienti paradisi fiscali dove con ogni probabilità è riuscito ad accumulare quanto basta per continuare a dedicarsi senza troppi guai alle sue passioni, il tennis e il cinema. Lui stesso, durante il tentativo di salvataggio della Finmavi, aveva messo sul tavolo diverse proprietà immobiliari da sogno a Beverly Hills, New York e Londra. Beni poi svaniti di nuovo nel nulla quando si era capito che per la vecchia cassaforte di casa, ormai, non c´era più nulla da fare.