Giovanni Valentini, la Repubblica 7/4/2007, 7 aprile 2007
Alle due di notte del 17 giugno 1962 Riccardo Lombardi, uscendo dal portone di palazzo Chigi salutato dai carabinieri di sentinella, prese sottobraccio il suo compagno di corrente Luigi Grassini che lo stava aspettando da alcune ore e gli disse: " fatta finalmente
Alle due di notte del 17 giugno 1962 Riccardo Lombardi, uscendo dal portone di palazzo Chigi salutato dai carabinieri di sentinella, prese sottobraccio il suo compagno di corrente Luigi Grassini che lo stava aspettando da alcune ore e gli disse: " fatta finalmente. Domani si riunisce il Consiglio dei ministri. L´industria elettrica privata non esiste più". (da "Razza padrona" di Eugenio Scalfari e Giuseppe Turani – Feltrinelli, 1974 – pag. 13) ________ passato quasi mezzo secolo dall´episodio ricordato qui sopra con cui il fondatore di questo giornale e una delle firme economiche più note del nostro Gruppo editoriale, nel loro memorabile libro intitolato "Razza padrona", cominciavano a raccontare la storia dell´industria italiana dopo la nazionalizzazione dell´energia elettrica. Alla guida del governo, c´era allora Amintore Fanfani. E i segretari dei partiti della maggioranza erano Aldo Moro (Dc), Pietro Nenni (Psi), Giuseppe Saragat (Psdi) e Oronzo Reale (Pri). All´interno del vecchio centro-sinistra, quello con il trattino, si discusse a lungo sulla destinazione degli indennizzi per l´esproprio degli impianti: dovevano essere riconosciuti ai singoli azionisti delle società elettriche da sciogliere oppure dovevano affluire nelle loro casse e quindi distribuiti in altri settori di attività economica? Su pressione del Governatore della Banca d´Italia, Guido Carli, si adottò la seconda soluzione e sembrò così che fosse stata salvata opportunamente una posizione, evitando lo scioglimento delle società. "Le vicende degli anni successivi fino a oggi – scrivevano Scalfari e Turani nel 1974 – inducono a rettificare o almeno a integrare il giudizio: le società ex elettriche e in particolare la Edison diventarono infatti ben presto il terreno di coltura per lo sviluppo patologico di quella borghesia di stato che proprio in quegli anni e da quegli eventi prese l´abbrivio nella sua corsa verso il potere".