Sergio Rizzo, Corriere della Sera 7/4/2007, 7 aprile 2007
«...Ammesso che sia stato mai preso davvero in considerazione, lo scorporo della rete, asset che il governo considera strategico, è un’eventualità ora completamente esclusa
«...Ammesso che sia stato mai preso davvero in considerazione, lo scorporo della rete, asset che il governo considera strategico, è un’eventualità ora completamente esclusa. Il ministero delle Comunicazioni e l’Autorità guidata da Corrado Calabrò stanno lavorando da tempo a un progetto simile a quello attuato in Gran Bretagna, dove la rete di British Telecom è stata separata dalle attività commerciali dell’azienda e sottoposta alla gestione dell’authority. Le numerose verifiche fatte in questi mesi, anche attraverso incontri che il ministro Paolo Gentiloni ha avuto con il presidente dell’autorità inglese Ofcom, Ed Richards, hanno confermato che per la complessità dell’integrazione fra Telecom Italia e la sua rete, l’operazione richiederebbe almeno due anni. Tempi non compatibili con la soluzione del problema dell’azionariato. Lo stesso Angelo Rovati, ex consigliere del premier Romano Prodi e autore del piano che prevedeva lo scorporo della rete telefonica da Telecom con l’intervento della Cassa depositi e prestiti e la successiva quotazione in borsa, non manca oggi di sottolineare nei colloqui privati che «in quel documento si parlava di un lasso di tempo compreso fra 12 e 18 mesi necessario per procedere materialmente allo scorporo e al collocamento della rete...» (Sergio Rizzo)